Racconto di Delia Esposito

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Papà dove stai andando ? – Chiese Elisa al papà che stava indossando la giacca per uscire. – Vado a manifestare per una città migliore, stellina, per la nostra salute – . Rispose Daniele mentre baciava la figlia di 5 anni sulla guancia. Elisa avrebbe voluto chiedere cosa significasse manifestare, ma il papà aveva già chiuso la porta dietro di sé. Ad attenderlo a piazzale  degli Eventi erano in tanti, forse 2000 persone. Sempre pochi – penso Daniele tra di sé. – Una città come Civitavecchia con 50 mila abitanti – Avanti si va verso il Pincio -urlò Daniele mentre alla testa del corteo insieme  ai No Coke il corteo si mosse per viale Garibaldi. Il  viale che costeggiava il mare e che offriva la vista al eco mostro in lontananza con le sue alte ciminiere .Il  corteo arrivò sotto il comune – LA SALUTE NON SI BARATTA -NO CARBONE – ENEL  MORTE  – GIU LE MANI DA CIVITAVECCHIA – gli slogan si alzavano nell aria calda di maggio. Arrivarono fino alle finestre del sindaco, degli assessori e dei consiglieri ma nessuno si affaccio. All’ entrata del palazzo del Pincio erano schierati i celerini in assetto anti sommossa. Venivano da Roma uno di loro di avvicino a mio padre – non ho ben capito perché manifestate -chiese – per la nostra salute e per quella dei nostri figli. Per fermare il carbone alla centrale di Torrevaldanica. Paghiamo già un prezzo altissimo con il porto e le navi da crociera, i morti per cancro sono tantissimi – il celerino si tolse il casco e guardando negli occhi mio padre gli porse la mano e gliela strinse forte.   La manifestazione andò avanti fino al tardo pomeriggio, le file si ingrossarono di altri cittadini che avevano raggiunto piazza del Pincio. Tanti genitori con i figli sulle spalle o in carrozzine. In gioco c’era il futuro della città. Della salute, della ambiente. NO AL CARBONE SI AD ENERGIE RINNOVABILI . Era scritto a caratteri cubitali su un grande lenzuolo bianco affisso di fronte al comune.  Era il 2006. La questione arrivo fino in parlamento fu discusso nel migliori talk show politici e non. Fu indetto un referendum sul territorio di Civitavecchia, furono raccolte firme e organizzati setting, ci furono operai che si incatenarono ai cancelli, ci fu una sentenza del tar che blocco la riconversione. Ci furono le coscienze di ogni singolo cittadino che gridarono no all eco mostro. Ma nel  2003 enel aveva già avviato i lavori per la conversione a carbone e tonnellate di carbone furono acquistare al’ estero e depositate in due grandi cupole nere  in prossimità della centrale. Pochi anni dopo la centrale iniziò a bruciare carbone e Civitavecchia divenne la seconda città con piu emissioni di Co2 e di polveri sottili e non ha torto fu chiamata la piccola Ilva. Mio padre credette nella forza delle parole e della volontà del singolo che uniti avrebbero potuto decidere del proprio futuro. Oggi 2021 il gigante dell’ energia sta valutando una rivoversione al gas naturale, scelta poco condivisa dai sindacati e associazioni ambientaliste e comitati cittadini, che chiedono di passare all idrogeno o a fonti rinnovabili. Dopo quasi 20 anni civitavecchia non avrà più la centrale a carbone. Ma nemmeno stavolta i cittadini riusciranno a decidere per la loro salute. Sarà a gas e non energia pulita, non idrogeno. Mio padre non ci sarà in prima linea questa volta a piazzale degli Eventi, che da un po’ di anni ha cambiato il suo nome in piazzale 048 per ricordare tutti coloro che a Civitavecchia sono morti di cancro. Mio padre è morto nel 2013 – cancro ai polmoni  fu la diagnosi.

Delia Esposito

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