Nota libera

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“Hey, umano?! Certo che sto parlando con te, non vedo nessun altro davanti allo schermo… Che bello conoscerci, non credi? Hai ragione – che distratto! – non mi sono ancora presentata: io sono Chi-Wì.

Comprendo il tuo stupore, perciò proverò a fare chiarezza. Sono una nota, almeno di fatto: qualche anno fa ho deciso di congedarmi per riuscire finalmente a far echeggiare la mia musica tra le vostre simpatiche orecchie. Devi perdonarmi, trovo voi umani estremamente divertenti; prova a riflettere con me: siete costituiti da un insieme complesso, eppure perfetto, di organi e apparati (il vostro corpo) però vi cimentate – riuscendoci egregiamente, consentimi – nell’insaccarvi in pellicole banali e omologanti. Ecco perché vi adoro, siete incomprensibili! L’intero genere umano ha la possibilità di scegliere e di condividere il proprio pensiero, invece continua a sottomettersi a quello altrui: quasi sempre di qualcuno che s’impone con modi plateali e sbeffeggianti… Scusami ancora, mi risulta difficilissimo non divagare!

Tornando a me, mi sono allontanato dalle mie colleghe, così precise e coordinate, per far valere la mia essenza. Vedi caro mio piccolo umano, noi note non abbiamo una materia: siamo astratte, di conseguenza prive di ogni caratteristica a voi consona; non possediamo neppure un genere. Hai ragione, è regola comune rivolgersi a noi con il femminile: abbiamo però scelto all’unanimità il maschile, loro dicevano che ci rendeva più autoritari/e… In questo modo non risulta istintivo rivolgersi a noi, ma tanto che differenza fa? Non sapete neppure della nostra esistenza o, per meglio dire, scegliete d’ignorarla.

Mio simpatico esponente (ancora in erba) del genere umano, tuttora affronti come sconosciuta una grande verità: nel tuo mondo, al tuo tempo, si sopravvive con l’inerte convinzione che la fonte di sostentamento principale sia l’energia artificiale; oramai vi è impossibile anche solo immaginare un presente scarno, privo di auto e grattacieli inondati dalle ultime tecnologie. Dimmi, in questo ora compulsivo ti sei mai interrogato sul domani? Per semplificare, ci pensi al futuro? O anche tu sei ammaliato dall’oggi?

Piccolo cucciolo contemporaneo, non spaventarti! Hai ragione, ti ho tempestato d’interrogativi senza fornirti una benché minima motivazione… Ti chiedo umilmente di riservarmi la comprensione, che ti è rimasta, per queste mie ultime parole: guarda pure intorno a te e medita su quello che vedi.

Niente più ci sembra impossibile o irrealizzabile, tutto è immaginabile e progettabile: non vediamo limiti davanti a noi ma solo opportunità; l’uomo predomina e governa, la natura retrocede e subisce. Grazie a piccole menti come la tua ci siamo movimentati per ovviare a questa disfatta annunciata e iniziamo a riuscirci, anche e soprattutto tramite i minimi gesti della quotidianità. Hai capito in cosa stiamo riuscendo, amico? State salvando il pianeta Terra!

Purtroppo io non posso ancora unirmi a voi… Abbiamo tutti il medesimo obiettivo, condividiamo lo scopo di scoprire un nuovo equilibrio, funzionale e – magari, perché no?!, anche – duraturo: tra naturale e artificiale sta sviluppandosi, come tra umano e ambiente sembra del resto consolidarsi. Niente da dire tra pensiero e azione.

Tenero uomo in evoluzione, io appartenevo all’energetiche note della mente umana: insieme abbiamo attraversato i secoli, dando il meglio di noi con grandi personalità storiche; da non poco tempo a questa parte invece assistiamo ad un affievolimento precipitoso… All’unisono abbiamo constatato il vortice rovinoso della comodità in cui siete precipitati. So che stona questa mia confessione, perché i progressi sono stati inquantificabili e tutti per merito vostro! Nessuno però ha mai guardato per primo i suoi simili. Accecati dal materiale, avete perso di vista il rapporto umano; siete stati inghiottiti dal cratere dell’omologazione: Loro uguali, allora tutti approvati. Tu, diverso, sei sbagliato: non ti riconosciamo.

Io sono Chi-Wì, la nota dell’intraprendenza, ho lasciato il mio caldo giaciglio per infondere l’energia del rispetto reciproco: distinguersi gli uni dagli altri è la ricchezza più preziosa che possediamo e, come tale, merita la nostra tutela. Questo è il momento di smettere di seguire le proposte e i temi già consolidati, non possiamo più permetterci di seguire le iniziative oramai avviate e approvate: scendiamo noi per primi e manifestiamo la nostra energia, non giustifichiamo anzi difendiamo il nostro super-potere.

Umano, sei con me?”

Diletta Giotti

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