Lui e L’altro

Alberto se ne stava comodamente seduto al bar, era un abitudinario, da anni faceva colazione al solito bar, alla stessa ora. Quella mattina entrò una donna, sua coetanea,  quarantenne; si diresse da lui , contenta di averlo rivisto dopo qualche mese, si chinò, lo baciò sulla bocca. Sebbene sorpreso, non si divincolò anzi  si abbandonò a quella effusione inaspettata di una persona, a lui sconosciuta. Dopo il bacio prolungato i due si guardarono negli occhi, lui un po’ smarrito, lei più decisa che mai, lo baciò ancora, mettendoci  più passione.

Quella scena non passò inosservata ai vari avventori,  che mai avrebbero pensato che Alberto , potesse avere una relazione extraconiugale; nell’angolo opposto un’amica di Giulia, sua moglie, l’osservava smarrita, indignata e curiosa al tempo stesso.

Elena,  lavorava a Prato, ma quel giorno aveva un appuntamento con il suo dentista e si era fermata, a fare colazione al bar che frequentava Alberto. A volte il caso cambia la vita, sicuramente è stato cosi, certo sarebbe bastato che lei avesse tenuto per se quanto visto e non sarebbe successo nulla.

Alberto, dopo la seconda effusione, si alzò e la guardò profondamente negli occhi, lei avrebbe voluto baciarlo ancora, ma  con garbo la respinse.

<<Come! >> Disse lei. << Mi guardi come se mi vedessi per la prima volta,  eppure sono passati solo tre mesi.>>

Lui la guardò più smarrito che mai. E lei quasi indignata. << Come puoi avermi dimenticato in cosi poco tempo, sono  passate solo tre mesi da quella notte trascorsa sulla tua barca  al chiaro di luna, al molo di Portofino. >> 

<< Io veramente non… sono mai stato a Portofino e, non ho una barca, tanto meno ho passato delle notti con te, l’estate scorsa l’ ho  trascorsa sulle Dolomiti in compagnia della mia famiglia.

<< Dai non scherzare, non farmi sentire una deficiente che bacia una persona che non ha mai visto prima .>>

Alberto che si sentiva osservato, la invitò ad uscire, non prima però di aver pagato la  sua colazione e il cappuccino a lei che, dal timbro di voce di Alberto, cominciò ad avere qualche dubbio sulla sua  vera identità.

Appena fuori, si diressero in auto di lui che aveva parcheggiata  poco distante .

Tutto questo avveniva sotto la stretta vigilanza di  Elena , l’amica di sua moglie, anche da un  uomo, un detective  privato, che aveva assoldato il marito, per scoprire se, come sospettava, lei avesse un amante,  dal momento che dall’estate scorsa non era più la stessa.

Rimasero lungamente in macchina, chiacchierando, a volte  con pacatezza, seri a volte  gesticolanti.  Questo atteggiamento,  a vedere da fuori destava  tanta curiosità.

A sera Alberto rientrò a casa alla stessa ora,  salutò la maglie allo stesso modo, con un bacio in fronte come  era solito fare. Ma di rimando gli arrivò una sberla inaspettata, rimase  sorpreso, non riusciva a capire il motivo che aveva portata la moglie a tanta violenza, solitamente dolce ed amabile da vera innamorata.

Egli ignorava gli effetti  malefici che possono avere le parole di una  amica ritenuta sincera su di una donna innamorata.

Difatti  Elena le aveva fatto raccontato  quanto visto e, molto di più, quanto immaginato in quel gesticolare in macchina e poi,  il vederli allontanare insieme fino a sparire.

<< Come hai potuto fingere tanto amore nei miei riguardi, mentre in realtà hai una amante e,  solo Dio sa  da quanto tempo, magari già da prima del nostro matrimonio.>>

<<Non ho una amante , né l ’ho mai avuta, chi ti ha messo in testa questa  sciocchezza?>>

<< Sciocchezza tu la chiami? Una donna avvenente che entra in un bar, viene da te e ti bacia sulla bocca per ben due volte!>>

<< Ti posso spiegare, se hai la bontà di ascoltarmi, lasciando da parte la rabbia che hai,  è stata lei a baciare me, scambiandomi per un’altra persona. Sicuramente somiglio ad un suo amante, ma ti posso assicurare che non è riuscita a sedurmi .>>

<<Ah! Non  è stata capace? E dove siete stati  dopo? L’ hai accompagnata al treno? >>

<<Si, è proprio così. >>

<< Nel  treno dei desideri. >>  Accompagnò queste parole con un pianto disperato.

<< Amore non fare così. >>

<< Non chiamarmi amore, non lo sopporterei, tu non sei il mio amore, ma Giuda.>>

<< Ma vuoi ascoltare ?>>

<< No! C’è  poco da ascoltare, non voglio più vederti,  se penso che hai finto per tutto questo tempo, mi sento male.>>

Il campanello squillò nell’ufficio dell’ ingegner Manuel Pinelli, un uomo dai capelli canuti di bell’aspetto sui sessanta anni.

<< Entri è aperto.>>  Entrò il detective, Egli gli andò incontro con apprensione, lo fece accomodare.

<< Dunque è vero, non mi ero sbagliato. Mia moglie ha un amante, avrei voluto che la mia gelosia fosse stata infondata. >>

<< Lo avrei  preferito anch’io, ma non è così. L’ ho vista a Firenze  entrare in un bar  del centro e dirigersi da un uomo seduto, forse l’aspettava,   si  sono baciati  appassionatamente, poi sono saliti in auto  e, dopo un po’, sono partiti e li ho persi  di vista. >>

Le porse alcune foto che la ritraevano  nelle effusioni con Alberto ed alcune in primo piano del presunto amante,  corredati dall’ indirizzo del bar. 

<< Bene, ottimo lavoro. >>  Estrasse il blocchetto degli assegni,  ne  riempì uno e lo diede al detective.

 Si salutarono  e quest’ultimo uscì.

Rimasto solo, l’ingegnere si  avvicinò alla scrivania  aperse un  cassetto prese la pistola se la  puntò sulla tempia…

Non seguì  nessun rumore.

<< Senti Giulia, io credo che non si possa buttare all’aria il nostro matrimonio per un equivoco, abbiamo delle grosse responsabilità, nei confronti dei nostri figli, prima di tutto bisogna pensare a loro, quindi metti da parte il tuo rancore ed ascoltami. >>  

<< C’è poco da ascoltare, i bambini faranno come  tanti  altri con genitori separati. Tu passerai gli alimenti, e vedrai che cresceranno benissimo.>>

<< Ancora insisti.  Vuoi ascoltarmi o no? Vuoi che ti racconti cosa è successo, o  ti fidi solo di chi ti ha raccontato delle cose che in apparenza sembravano  tali, ma in verità  sono altre.>>

<< Chi mi ha raccontato è una persona  di cui mi fido e,  non ha nessuno interesse a farmi credere una cosa per un’altra.>>

<< D’accordo,  comincio a capire che ho sposato una persona diversa da quella che credevo, mi sembravi, pacata, riflessiva, invece sei impulsiva e testarda, offendi la fiducia  che avevo riposta in te, il tuo orgoglio è talmente stupido da mettere in seria difficoltà la mostra famiglia. Ma se è questo che vuoi, ricordati che un giorno, quando la verità emergerà con tutta la sua forza, sarà troppo tardi  per recuperare il male che hai fatto ai nostri figli. >>

<<Non fare l’offeso! Smettila,  non sei tu la vittima  ma io. >>

 <<Non è così, le vittime sono i figli. Per amore loro,  ascoltarmi. >>

<< Non posso credere ad una sola parola. >>

L’ingegner Manuel Pinelli aveva preso la sua decisione, amava  tanto la moglie, e non sopportava di perderla per un uomo più giovane di lui. D’istinto l’avrebbe uccisa, per questo suo tradimento , ma non poteva, era molto innamorato.

Il giorno dopo si presento al bar, fece colazione , si mise a sedere e aspettò che entrasse un uomo. Confrontò la foto, lo riconobbe, gli si avvicinò, estrasse la sua pistola e sparò un colpo. Alberto cadde a terra, ferito all’addome.

 Una guardia giurata che si trovava tra gli avventori disarmò l’aggressore, altri soccorsero Alberto.

Giulia informata, si recò in ospedale, il marito era in sala operatoria,  lottava con tutte le sue forze per restare in questo mondo. Il cellulare di Giulia squillò,  era Elena.

<< Pronto Giulia,  hai la possibilità di venire subito  a Prato, in via Settesoldi, ho  qui a pochi passi Alberto in compagnia di un altra sua amante, così lo cogli in fragrante, non potrà più smentire.

In quell’ istante una barella esce dalla sala operatoria, l’intervento era riuscito,  il paziente veniva riportato in reparto.

Giulia   lo guardò, chiuse il contatto telefonico e si  lasciò andare in un pianto liberatorio.

Luigi  intanto  se ne stava con una  sua amica, sotto attenta vigilanza di Elena.

Formavano una bella coppia.  Lui era di bell’aspetto, aveva quello che si dice “carisma” e di queste sue qualità ne approfittava per sedurre le donne che non lo lasciavano indifferente.

Era single,  benestante, viveva di rendita, il tempo lo trascorreva in compagnia di belle donne, che erano la sua passione, oltre la vela.

La scorsa estate a Portofino aveva incontrato Laura, una quarantenne ben formata,  con degli occhi colore del mare, che non passava inosservata. Aveva un portamento provocante, con il suo tanga che appena copriva il triangolo della attaccatura delle cosce.

Le erano bastate poche parole per  ritrovarsi da soli sulla barca, ormeggiata nel  molo di Portofino. 

Sandro Capra