L’alieno curioso

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C’era una volta, ma non molto tempo fa, un piccolo alieno, che, stufo di volare da un pianeta deserto all’altro, decise di usare una delle sue invenzioni: la macchina del tempo, ed esplorare la Terra. Cosa vide? Scimmie che scendevano dagli alberi, si organizzavano in branchi, e man mano somigliavano sempre più agli uomini. Cominciarono a cacciare tutti insieme, poi raccolsero i frutti spontanei che la natura offriva loro, ma dovevano ahimè sempre spostarsi, perché quando c’era l’inverno non c’era più niente da mangiare e così seguivano gli animali che cacciavano verso luoghi più caldi. Allora decisero creare piccole comunità dette villaggi, ad allevare animali e coltivare la terra, perché desse loro qualcosa in più da mangiare. Prima vivevano nelle caverne, poi cominciarono a costruirsi delle case, erano organizzati tra chi organizzava il lavoro e chi lo eseguiva. L’alieno era affascinato, decise di proseguire in giro per il mondo. Vide le prime civiltà del Medio Oriente, che fecero importanti scoperte: i numeri, studiavano le stelle, crearono la scrittura e le prime leggi scritte. Vivevano accanto ai fiumi che rendevano al terra adatta ad essere coltivata. Trovò incantevole l’Egitto con le sue piramidi, le tombe dei re chiamati faraoni, che migliaia di schiavi costruivano pietra su pietra. Anche qui accanto al fiume Nilo si coltivava e si allevavano animali per nutrire la popolazione e soprattutto i faraoni che governavano. Ci furono gli antichi romani e i greci che dominarono gran parte del mondo per molto tempo, crearono città con strade, terme, teatri, bellissime ville dei nobili e imperatori con stupendi giardini. Inventarono le fogne, l’acquedotto e l’irrigazione dei campi. Poi venne il cosiddetto Medioevo, tutta la vita era chiusa tra le mura dei castelli di nobili, re, regine e principesse, e i servi della gleba lavoravano la terra per sfamarli, mentre loro vivevano nel lusso. Ci furono nuove scoperte di nuove terre, si contaminarono culture e colture, arrivarono nuovi oggetti nuovi, arrivarono grazie al commercio e così anche nuove forme e colori nell’arte. Intanto venivano fatte invenzioni importanti, importanti come il vapore che ad esempio fu una vera rivoluzione. Si crearono le prime industrie, fino a quelle più moderne, con i robot a cui siamo abituati noi. E, intanto l’agricoltura cambiava, c’erano sempre più strumenti che aiutavano l’uomo, fino ai nostri giorni, in cui, grazie alle automobili, all’elettricità cambiò completamente la vita dell’uomo e quindi anche l’agricoltura. Nacquero grandi trattori e altri mezzi per coltivare i terreni con sempre meno uomini a lavorare e sempre più colture prodotte. Vennero fatti esperimenti in cui si modificano i geni delle verdure per provare a creare piante più resistenti e che facessero più frutti, anche se non sempre fa bene mangiare questi cibi, e serre per avere tutto l’anno tutti i prodotti agricoli anche quelli che in certe stagioni non ci sarebbero in natura. Ora sembra che alcuni uomini ci stiano ripensando a questo sistema produttivo e si vorrebbe tornare ad avere cibi un po’ più genuini, chissà se ci riusciranno si domanda l’alieno osservando tutto ciò… Il mondo era cambiato man mano scomparivano re e regine e nascevano stati chiamati Repubbliche o democrazie, in cui era il popolo a decidere chi li governava e non una discendenza come nelle corti. Tutto era cambiato, l’alieno che aveva visto tutto non era ancora soddisfatto. Questa è solo una parte del suo diario di bordo, l’altra la vedremo nella prossima puntata.

Il nostro alieno si concentrò su una cosa che subito catturò la sua attenzione: i giardini. Cosa era un giardino? Un luogo modificato dall’intervento dell’uomo poteva avere significati religiosi, culturali o produttivi. Notò come in diversi paesi e modi di vivere simboleggiava il paradiso, o un luogo sacro di contemplazione ( nella cultura araba, romana, giapponese ). Innanzitutto vide il legame degli uomini primitivi con la Madre Terra, fertile che dava frutti per sfamarli. Il popolo dei Sumeri creò le prime colture strutturate dall’uomo. Rimase incantato da prima dai Greci e poi dai romani, che crearono bellissime ville con mosaici che raccontavano il rapporto tra uomo e natura, crearono meravigliose fontane di  acqua pura, che simboleggiava la rinascita. C’era un legame religioso tra  le divinità e la natura, ripresa  nell’arte classica. Durante quel periodo che gli uomini chiamarono Medioevo accanto ai castelli furono creati stupendi giardini rettangolari con orti, alberi da frutto, erbe medicinali, fiori. Nel 400 si differenziano Oriente e Occidente, ci saranno scoperte di nuove terre, conquiste per avere nuovi terreni e pascoli per l’Europa, vennero cancellate civiltà tribali, e così pure l’idea di villaggio. In Oriente è importante l’albero da frutto, anzi il giardino stesso nacque qui. Nel 700 la moda europea imiterà Cina e Oriente. Il giardino, notò l’alieno, sollecitava tutti i sensi: vista, odorato, tatto, gusto, udito. Poi lesse una frase scritta da un signore che si chiamava Baudrillard e gli piacque tanto: il legno è vivo, ha un suo colore, odore e il tempo nelle sue fibre. Proseguì nel gotico con forme organico, e legato alle foreste, con rami, viticci, foglie, misterioso, così lontano dall’arte classica, dissolveva i confini tra architettura e natura, cos’ come faranno barocco e rococò, che drammatizzeranno e renderanno scenografici giochi d’acqua, padiglioni, faranno corrispondere suoni, profumi e colori, in un grande spazio che sembra infinito, come il potere che aveva il re. Distante era l’arte del Rinascimento con miti e poesie o il 500 con le sue grotte e nicchie in cui era nascosta la sorgente primogenia; L’acquea era libera da ogni ordine e quindi molto usata. Poi il giardino è usato giocosamente, o per le scienze. Tra 500 e 700 nasce il labirinto da un senso di smarrimento, è fatto di tanti cerchi uno dentro l’altro, come la forma di alcune chiese, al centro c’era un albero attorno cui danzare. Arrivò poi un periodo detto Illuminismo e il giardino fu luogo di incontri o scontri. in Inghilterra il giardino romantico sarà bello, sublime, con macchie di chiaroscuro. Diventerà botanico, per studiare le piante, va attraversato, scoperto pian piano, ha luoghi inattesi, era sinuoso. Oggi parco pubblico è verde in paesaggio metropolitano. Dopo la nascita delle fabbriche si allontanano campagna e città. La natura è sempre più artificiale. Viali parchi, corsi sono luoghi di passeggio, incontro. Nasce l’architetto paesaggista, che fa il disegno compositivo. Già dall’800 nasce la serra temperata con congegno di ventilazione ed areazione, per variare inclinazione raggi solari, è un giardino sotto vetro.  Nel 900 in America giardino è essenziale e funzionale alla città. Poi i parchi diventeranno utili per fare sport, leggere, grazie alle biblioteche, con sentieri semplici. Per alcuni anni verrà esaltata la modernità e i nuovi materiali come il cemento. In arte cambieranno molti stili uno particolare si chiamerà land art modifica parti di territorio grandi usando forme geometriche come alcuni giardini giapponesi. Dagli anni 80 si è deciso di aggiustare alcune zone dismesse delle città abbellendole con parchi, luoghi dove si incontra o si conosce gente, di divertimento e piacere. Sono stati creati parchi a tema: parchi acquatici, zoosafari, parchi divertimento vari, dove ci si immerge in una realtà virtuale o comunque artificiale. Ora si sta cercando di tornare a un qualcosa di un po’ più reale e naturale, dopo che l’uomo ha messo ai margini per secoli foreste e boschi tanto cari agli antichi. Si riuscirà in questa difficile impresa? Si domanda l’alieno. Per aiutare a salvare la natura si può cominciare a rispettare ciò che si ha intorno, è un piccolo passo per avere un ambiente più pulito e piacevole.

Valentina Quarona

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