Mamma morgana

La Principessa Perla e Trasparine

Quella sera Tina, era particolarmente sfinita, per l’ennesima volta la sua bambina stava facendo i capricci per fare il bagno, non voglio, sono stanca, il mio sapone preferito è terminato, lo shampoo mi fa pizzicare gli occhi, ma domani è sabato … non devo mica andare a scuola…… le scuse oramai si sprecavano, e nonostante l’infinita pazienza di Mamma Tina, la Piccola Elide, non voleva mai fare il bagnetto.
Ogni volta che doveva farle il bagno, Mamma Tina inventava un nuovo gioco, portava alla piccola Elide, le bambole, o le papere di gomma, le diceva: ‘Attenzione ora metto la polvere magica nell’acqua e appena entrerai, ti crescerà la coda’, era persino arrivata ad attaccare degli animaletti sul bordo interno della vasca per trasformarla in un magico acquario.
Nemmeno con il primo figlio Sergio, aveva avuto tanti problemi quanti quelli che le stava dando Elide, Sergio era un piccolo soldatino, si lavava da solo, prima di entrare in vasca piegava le sue cose e una volta uscito, tutto impettito si guardava allo specchio e indicava, il pavimento del bagno, pulito e asciutto.
Non che Elide non fosse altrettanto ordinata, dopo i canonici 30 35 minuti di capricci, Mamma Tina riusciva a convincerla, e finalmente la piccola si tuffava nella vasca da bagno
Quella sera, purtroppo, Mamma Tina era particolarmente stravolta …. Era tornata tardi dal lavoro, la sua giornata era stata particolarmente impegnativa, e la sera, aveva trovato una tale fila di macchine sulla strada verso casa, che era certa avrebbe passato la nottata per strada.
Entrando in casa, il sorriso della sua Bambina le aveva ridato la serenità, avevano cenato e dopo cena guardando la piccola aveva esordito con un gran sorriso dicendo:
Amore della Mamma, è ora del bagnetto, forza andiamo”. Vi lascio immaginare la faccia di Elide, ‘ma mammina, ma è tardi, non possiamo rimandare, non sono sporca. ’
Tutta una serie di scuse che si seguivano cascando dalle labbra di Elide come le gocce di un temporale estivo.

Quella sera Elide era particolarmente capricciosa e non c’era verso di farla ragionare, Mamma Tina, ad un certo punto, stufa delle continue recriminazioni della piccola, si sedette sul bordo della vasca e guardando la bimba che impettita cercava di fare la faccia arrabbiata fuori della porta del bagno esordì:
Sai bambina mia, mi ricordi molto la protagonista di una favola che lessi molto tempo fa. ’ Tina, si mise a toccare l’acqua con fare giocoso: ‘Parlava di una giovane principessa! ’.
La piccola Elide, si era avvicinata di un paio di passi, alla mamma, incuriosita.
Sai, era una principessina alquanto capricciosa, ed aveva al suo servizio, tanti domestici, ma una in particolare la amava come fosse la sua bambina; sai era la sua tata da tanti anni. ’
Elide fece un passo ancora verso la mamma, e cominciò a togliere il pigiamino per fare il bagnetto: ‘Mamma, mi racconteresti la storia di quella principessa? ’
Mm! Devo pensarci, non so se ti potrebbe piacere! ’ Elide era entrata nella vasca e tutta sorridente guardava la mamma, la quale dopo essersi seduta a terra, aveva cominciato a raccontare la storia della Principessa Perla.

‘’La mattinata era chiara e piena di luce, nel regno il sole splendeva e gli uccellini cinguettavano, sarebbe potuto essere una giornata gioiosamente calma, ma tutti nel regno sapevano che il sabato era il giorno del bagnetto della Principessina Perla….

Tata Malika, conosceva bene la piccola Principessa.

Perla avrebbe pianto, urlato e lanciato oggetti per la stanza, poi avrebbe inventato tutte le scuse possibili e immaginabili, pur di non lavarsi; avrebbe battuto i piedi ed i pugni a terra, insinuando che il giorno dopo avrebbe avuto: il compleanno della principessa Jasmine, il corso di ceramica, la corsa dei cavalli, la gara dei criceti e che non serviva farsi il bagno proprio quel giorno, perché’ il giorno dopo si sarebbe nuovamente sporcata.

La tata oramai conosceva da ben 5 anni la piccola principessa Perla, era abituata ai suoi capricci, e ogni volta era capace di inventarsi qualcosa di nuovo per convincerla, una volta arrivò persino a far portare dei delfini nella vasca, della principessa; beh definirla semplicemente vasca era riduttivo, era talmente grande che una volta Tata Malika convinse alcune cantrici che viaggiavano per il regno a fingersi sirene, fece indossare loro finte code e mise delle stelle marine e dei coralli nei loro capelli, la principessa Perla, era così entusiasta del bagnetto che non aveva fatto nemmeno una piega.

I sabati mettevano sempre a dura prova la povera Tata, ed ora che la principessa era più grande il compito si faceva sempre più arduo, i primi tempi, bastava cambiare le parrucche alle cantrici, o cercare dei giocolieri, ma il fatto di dover inventare ogni sabato una recita differente stava veramente prosciugando la fantasia della povera tata.

Tutti nel regno, si impegnavano sempre molto per aiutare Tata Malika, le cameriere di corte ed i cuochi cucinavano piatti gustosi, le parrucchiere di corte agghindavano i capelli delle cantrici e delle attrici, scegliendo ogni volta acconciature fantasiose in cui venivano inseriti, fiori, frutti, e foglie, le sarte del paese chiedevano le stoffe più colorate e ricche per cucire i più fantasiosi e ricchi abiti al fine di stupire ogni volta la piccola Principessa Perla, e poi ovviamente c’era chi si occupava di raccogliere fiori, frutti e ninfee, chi catturava farfalle, scoiattoli, pesciolini dai fiumi e cinguettanti uccellini, non dimentichiamoci che anche i pittori davano il loro aiuto a tata Malika dipingendo fondali fantasiosi nella gigantesca vasca della piccola Principessa.

Quella mattina Perla era particolarmente rabbiosa, sapeva che avrebbe anche dovuto lavare i capelli e lei detestava lavare i capelli, Tata Malika, sapendo che probabilmente la principessa avrebbe fatto più storie del solito, aveva spremuto tutta la sua fantasia, per organizzare, qualcosa di speciale, aveva ingaggiato una donna che faceva spettacoli per bambini in paese, l’aveva fatta vestire come una creatura incantata, una Driade, una creatura magica che abitava negli stagni, le aveva fatto indossare una lunga veste di seta bianca come le perle ed una parrucca bionda lunga e setosa.

I giardinieri avevano allestito una finta cascata, posizionato piante e fiori in tutta la stanza …. Entrare in quella vasca non era fare un semplice bagno ma, immergersi in un mondo magico, Malika aveva guardato la sua ultima fatica, orgogliosa della sua fantasia, la Principessa Perla, forse non avrebbe fatto tante storie, forse non avrebbe urlato come una demonietto e magari, con il fatto che anche la finta driade, si stava pettinando i lunghi capelli avrebbe accettato di buon grado di lavarsi.

La principessa entro mugolando come al suo solito nella stanza da bagno, era scocciata, il solo pensiero che avrebbe dovuto lavare i capelli, la rendeva rabbiosa:

‘Oggi cosa ti sei inventata Tata? ’

‘Principessina abbiamo mandato i cacciatori in giro per il regno…’ la principessa, alzo una mano indispettita, i suoi occhi erano gonfi, Tata Malika, non la aveva mai vista così: ‘Vostra Maestà, cosa succede? ’

‘Oggi sono molto arrabbiata e nemmeno i tuoi fantasiosi personaggi mi faranno sorridere! ’

‘Perla Vi prego, non fate così, la driade potrà cantare per voi, e nell’acqua vi faranno compagnia i pesci, ci sono fiori rari per tutta la stanza. ’

Perla fece un gesto di stizza e sbatte i piedi a terra, il suo volto era contorto in una poco amabile smorfia ….

Sembrava veramente arrabbiatissima.

‘Lasciatemi stare, uscite tutti, voglio rimanere sola! ’ la voce della Principessa, risuono nella stanza talmente alta e stridula da sembrare irreale, era la prima volta che la Tata la sentiva così arrabbiata, cosa mai era capitato, non riusciva a capacitarsene.

Malika, guardò i figuranti, fece loro un cenno ed uno alla volta uscirono dalla stanza, poi si volto alla principessa e fece un inchino.

‘Volete forse che anche Io me ne vada? ’ la Tata, rimase a guardare la principessa con viso intristito, mai aveva visto la sua Bambina tanto arrabbiata, ed il suo cuore, si stringeva e piangeva silenziosamente nel vedere, che quella piccola donna, non voleva nessuno affianco, nemmeno lei.

‘Si Malika, lasciami stare per cortesia, vorrei rimanere sola, se per te non è un problema? ’ la voce, non era più stridula, ma il tono nascondeva una grande sofferenza, Malik, fece cenno di avvicinarsi alla Principessa, ma le spalle curve ed i pugni serrati, erano segnali che la Principessa era molto molto arrabbiata…. Avrebbe dovuto attendere che fosse lei a richiamarla.

La tata, fece nuovamente la riverenza alla Principessa e uscì dalla stanza.

Perla si sedette sul bordo della vasca e comincio a guardare i pesciolini, la sera prima, sua Madre la Regina, l’aveva sgridata per i suoi capricci, per circa mezz’ora la Regina Madre, aveva urlato camminando avanti e indietro per la stanza.

La regina, aveva detto alla figlia, che non avrebbe ulteriormente tollerato i capricci, i comportamenti maleducati e men che meno le urla per le ore di studio, era stufa di sentire lamentele di cameriere, e cuoche di corte, che non sapevano più cosa inventarsi, quella mattina, aveva ricevuto l’ennesima lamentela dal tutore, che a fine mese, annunciava che avrebbe rinunciato all’incarico di insegnante di corte, per quale motivo…. Ovviamente per i capricci della Principessa.

La ramanzina era stata talmente lunga che Perla, si era addormentata mentre la mamma le diceva che se avesse continuato su quella strada, avrebbe optato per inviarla al regale collegio delle Principesse.

Perla, non voleva raccontare a Tata Malika, che sua Madre era arrabbiata con Lei, ma avrebbe voluto parlare a qualcuno del suo disappunto, e cosi cominciò a parlare all’acqua della gigantesca vasca.

‘Ecco vedi, la Mamma non capisce, a me non piace fare il bagno, non posso raccontarle il mio segreto. Certo Tata Malika è una persona molto dolce e quando mi prepara il bagno lei, è sempre una gran festa, ma spesso…. Nonostante le cose meravigliose che lei fa, Io mi arrabbio, e non voglio fare il bagno…’

Perla continuò a parlare con l’acqua della vasca: ‘E poi ci sono le lezioni del pomeriggio, e le cameriere… le vedo che ridono quando faccio i capricci e che mi guardano male quando nonostante sia grande mi faccio ancora aiutare a vestirmi… e poi… e ancora…’ Perla racconto tutto quello che la turbava all’acqua alle farfalle ai pesci, si sfogò descrivendo tutto ciò che le dava fastidio, e quando ebbe finito, rivolgendosi alla stanza vuota, chiese:

‘Beh, adesso mi sento meglio …. Anche se non mi puoi aiutare, parlare con te è stato molto bello. ’

Proprio mentre stava finendo la frase l’acqua della grande vasca, borbotto e si mosse come se ci fosse una vera sorgente di acqua sul fondo e non una semplice vasca…. La principessa, guardò l’acqua, stupita e con gli occhi spalancati….

‘Che succede? ’

‘Non Aver Paura Perla! ’ una voce dolce si presento dal nulla.

‘Da dove viene questa voce…. Chi si è permesso di restare nella stanza mentre Io ero qui? ’ la paura, stava prendendo il posto della rabbia.

Perla si guardava in giro, con occhi spalancati, cercando qualcuno nella grande stanza.

‘Ma Io sono sempre stata qui. ’

‘Chi sei? ’

‘Non mi hanno mai dato un nome…. Ma mi sarebbe piaciuto tanto, il nome Trasparine! ’

‘Ma dove sei nascosta? ’

‘Io non mi nascondo Perla, sono proprio davanti a te! ’

‘Ma come è possibile, Io non vedo nessuno. ’ Disse la principessa, guardandosi attorno, non capiva chi fosse a parlare, nella stanza non c’era nessuno, i pesci certo non potevano parlare, e gli uccellini cinguettavano e nient’altro.

La principessa era impaurita, quando all’improvviso dalla grande vasca si sollevo un’onda di acqua trasparente, all’interno della quale nuotavano alcuni pesciolini.

‘Volevi vedermi Principessa, eccomi qui! ’.

La principessa con la bocca e gli occhi spalancati osservava l’onda e non riusciva a spiccicare nemmeno una parola, era come se all’improvviso ogni parola fosse fuggita dalla testa della bambina.

‘’Bene ora che abbiamo fatto il bagnetto e lavato i capelli, possiamo asciugarli e andare a dormire. ’’Disse Mamma Tina guardando la piccola Elide.

‘’Ma mamma! Non hai finito di raccontarmi la storia, cosa succede dopo? ’’ Mamma Tina, prese un asciugamano e comincio ad asciugare i capelli della piccola Elide:

‘’Vediamo, Io potrei anche continuare a raccontare, ma sai, bisognerebbe che qualcuna si facesse asciugare i capelli senza fare capricci. ’’

‘’Promesso mamma, Promesso… niente capricci, mi racconti cosa succede alla Principessa Perla. ’’

‘’E sia bambina mia, dunque dove eravamo arrivati? ’’

L’Acqua Mamma… l’Acqua si è sollevata”

La Principessa continuava a guardarsi attorno e non capiva chi fosse a parlare

‘Non vedo nessuno fatti vedere, dove ti sei nascosta. ’

‘Ma come principessa sono proprio ai tuoi piedi. ’

La principessa non capiva, si guardava attorno, vedeva i fiori, le piante, le farfalle, gli uccelli che erano stai liberati nella grande stanza …. Vedeva la vasca piena di pesci, ma null’altro…. Non vi era segno di persona …. Solo quella voce, come un gorgoglio…. Una voce musicale e delicata.

‘Ora però, mi spaventi…. Chiamo le guardie! ’ la Principessa fece per voltarsi e correre verso la porta, ma!

‘Aspetta, vediamo se riesco a prendere una forma che tu possa …. Vedere…. Come potrei fare…’

La principessa, guardava stupita la stanza vuota, cercando di capir dove fosse nascosta, la persona la cui voce le giungeva:

‘Ho trovato, Principessa Perla, saresti così cortese, per favore, da gettare dei rami di glicine nella piscina? ’

‘Rami di glicine …’

‘Certo, sono quei fiori viola …. Sembrano dei grappoli di uva. ’

La principessa, si volto e vide i fiori.

Non le piaceva che le persone le dessero ordini, ma … la richiesta era talmente delicata che nonostante si sentisse a disagio, sorrise e correndo verso la pianta rampicante, stacco un paio di rami.

Le sembrava talmente strano, il lungo ramo aveva una forma a spirale, tutto attorcigliato, tornò sul bordo della vasca, e guardandosi attorno indico l’acqua.

‘Si Principessa, per favore gettalo in acqua. ’

‘E ora? ’

‘Ora ti domanderò un secondo favore, ma dovrai fidarti di me … e non dovrai fare domande. ’

La Principessa, si fece scura in volto, va bene, la richiesta di gettare un ramo di fiori nell’acqua, ma …. Adesso si esagerava, in fondo Lei era una principessa, come si permetteva quella voce di darle ordini, e di pretendere che lei obbedisse.

‘Io sono una Principessa, non accetto ordini da nessuno! ’

La voce si fece seria e bassa: ‘Non ti ho dato ordini Perla, ascolta bene le mie parole, ti conosco da molto tempo, so chi e come sei, ti ho domandato di farmi un favore e di avere fiducia in me! ’

La principessa tremava di rabbia, mai nessuno le aveva parlato in quel modo, prese a camminare avanti ed indietro, guardava l’acqua, si metteva le mani in bocca…. Poi tornava sui suoi passi, batteva un piede a terra e alzava gli occhi al cielo, borbottava frasi incomprensibili e mugugnava, gesticolava in aria e strattonava il suo bel vestito.

Dopo un paio di minuti, si fermo e battendo nuovamente il piede a terra esordi sbuffando:

‘Uffa, Io …. Perché tu…. Va bene, cosa dovrei fare? ’

La voce tacque per un attimo…. E la Principessa, ebbe il timore che fosse andata via, aspettò mordendosi il labbro, ecco aveva esagerato, non voleva ammettere di essere curiosa, ma le dava fastidio che qualcuno le dicesse cosa fare, i pochi secondi che passarono sembrarono ore, le lacrime cominciarono a farsi strada negli occhi di Perla.

‘Principessa Perla’ disse la voce ‘Vorresti farmi la cortesia di mettere una mano dentro all’acqua? ’

Perla, si guardo in giro…. Asciugò le lacrime e sorrise felice di aver sentito la sua amica voce. Certo, aveva reagito male, ma forse quella voce… forse non voleva farle del male, avrebbe dovuto in futuro stare più attenta a come rispondeva alle persone, fece un paio di passi verso la vasca e si inginocchio.

All’improvviso un pensiero si fece strada nella sua mente, a cosa mai serviva quella strana richiesta.

Intimorita la bimba, si sporse sul bordo …. L’unica cosa che vedeva, oltre il suo riflesso erano le piante acquatiche sul fondo della gigantesca piscina e i pesci, timorosa la piccola Principessa, si sollevo l’abito, le ginocchia tremavano a contatto con la terra, si sentiva impaurita, lanciò uno sguardo, terrorizzato alla stanza ed alle sue spalle, all’improvviso la paura che qualcuno potesse sbucare alle sue spalle per buttarla in acqua la fece trasalire, forse era tutto uno scherzo architettato per lavarla di forza.

Respirò, e nonostante le paure, decise di fare ciò che le veniva chiesto.

Lentamente immerse la mano nell’acqua, la sensazione fu come di una mano che con dolcezza la accarezzava…. Perla senti come se una cara amica che dà tanto non la andava a trovare le stesse stringendo la mano.

Lentamente la mano della Principessa, venne sollevata.

Il volto pieno di stupore e gli occhi spalancati …. La principessa si senti alzare in volo, lentamente, e si ritrovo in piedi, una strana figura con attorcigliato, a quello che poteva essere definito un corpo, un lungo ramo di glicine, si stagliava proprio sopra l’acqua.

Due piccole pietre verdi …. Erano posizionate proprio dove avrebbero dovuto esserci gli occhi, e una meravigliosa cascata d’acqua… poteva essere …. La chioma della creatura, Perla rimase stupita da quello che le si stagliava di fronte.

L’essere era formato completamente da acqua, il lungo ramo di glicine che perla aveva buttato nell’acqua si era trasformato in un abito per la creatura i capelli erano fatti di acqua e gli occhi due pietre, Perla non riuscì a trattenere una fragorosa risata

‘Scusami. Non volevo prenderti in giro è che ci sono dei pesci che nuotano, oh santa pazienza, stanno nuotando dentro di te Trasparine, dei pesci. ’

Trasparine si mosse, era come osservare il vento muovere le foglie….

‘Principessa, è normale che i pesci nuotino in me…. In fin dei conti Io sono Acqua’

Perla, si scosto leggermente e guardo la strana figura, sembrava quasi che si fosse seduta sul bordo della vasca:

‘Perché mi hai parlato stamattina? ’

‘Ho sentito che eri triste! ’

‘La mia Mamma, non mi capisce…! ’

Visto Mamma, anche la regina non capisce Perla!”

Ma amore della Mamma, non sappiamo le ragioni che infastidivano Perla!”

Hai ragione Mamma, continua a raccontare, mi piacerebbe sapere come continua la favola.”

‘Gli adulti a volte, non capiscono che il loro modo di spiegare le cose ai bambini è leggermente incomprensibile? ’ Trasparine sembrava conoscere perfettamente le paure di Perla.

‘Hai mai provato a parlare con lei, a spiegarle cosa ti faceva stare male? ’

La Principessa Perla che sino a quel momento era rimasta in piedi, lontano dalla figura, si avvicinò e sedette poco distante dalla creatura, le mani sfiorarono l’acqua e non bagnava, che strana cosa, era come se, Trasparine, non volesse bagnare la principessa…

Mamma ma come è Possibile…. “Disse Elide, emettendo un sonoro sbadiglio “L’acqua è bagnata, come può non bagnare il vestito di Perla?”

Se continui così, non finirò mai di raccontare la favola!” la bimba sorrise e si accoccolo contro la Mamma, con l’orecchio poggiato sul cuore, a Elide piaceva ascoltare le favole della Mamma.

‘Trasparine? ’ domandò la principessa ‘Come mai il mio abito e la mia mano non si bagnano a contatto con te? ‘

‘Tu non vuoi che il mio corpo ti bagni, ed Io rispetto ciò che vuoi! ‘

‘Perché i grandi non capiscono le mie …. Paure? ’

Trasparine rimase in silenzio, quello che avrebbe potuto definirsi uno sguardo, perso nel vuoto, emise un gorgoglio, che sicuramente se fosse stato emesso da un essere umano avrebbe potuto essere definito …. Un sospiro

‘Perla, hai mai raccontato il tuo segreto a Tata Malika o a tua Madre? ’

La principessa si fece scura in volto, le labbra serrate, e le mani che tremavano…. Trasparine conosceva bene il segreto della principessa, ma voleva che la piccola Perla, si fidasse tanto di Lei, da confidarle quel grande segreto.

‘No! … Non ho mai raccontato a nessuno il mio segreto, nemmeno a Tata Malika, avevo paura che mi prendessero in giro. ’

‘Perla, non avere mai paura di confidarti con le persone grandi, lo so che fanno paura, che spesso urlano, e talvolta sembra che facciano di tutto per non farti essere felice mah…’ Trasparine si fermò, e guardando i pesci che nuotavano nel suo abito di acqua disse:

‘Guarda Perla! ’ e tuffando una mano … estrasse dal suo abito un pesce, lasciando alla povera bestiola pochissima acqua in cui nuotare, il povero animale, annaspava aprendo la boccuccia, in cerca di acqua.

‘Ma così gli fai male, perché lo stai facendo’ Perla aveva gli occhi lucidi, e prego Trasparine di rimettere in acqua il pesce…’Ti prego, fallo tornare in acqua, se lo tieni ancora con così poca acqua morirà! ’

‘Vedi Perla, in questo momento Tu, stai pensando come una adulta, mentre Io, mi sto comportando come una bambina. ’

La Principessa guardo la sua nuova amica, all’improvviso fu come se una lampadina le si fosse accesa nella mente, forse gli adulti, avevano solo bisogno di imparare a parlare con i bambini, ma anche i bambini … dall’alto della loro innocenza avrebbero dovuto imparare a parlare con gli adulti, sarebbe stato un duro lavoro, gli adulti sono molto aridi e comprenderli e farsi comprendere sarebbe stato un gran lavoro.

‘Trasparine? ’ Perla, aspetto che la sua nuova amica, le dicesse qualcosa, ma non sentendo risposta alcuna, continuò ‘Sai, forse è il caso che parli con Tata Malika, e che le racconti del mio piccolo problema… sai, non l’ho mai detto a nessuno, e mamma e papà non lo hanno mai scoperto, ma vedi…’

Sembrava che le parole non volessero, uscire dalla bocca della principessa, e per prime, sgorgarono chiare e cristalline, due salatissime lacrime, che frettolose corsero giù per le guance.

Trasparine, non fece altro che raccoglierle, e appena toccarono la sua mano, le lacrime della principessa di trasformarono in splendidi cristalli bianchi.

‘Trasparine, ’ riprese la Principessa ‘Io non ho mai imparato a nuotare, e quindi, mi arrabbiavo, perché non potevo andare in acqua con le sirene, o tuffarmi dalle rocce con le driadi…. Potevo solo rimanere qui, al bordo di un mondo che avrei voluto tanto conoscere ed esplorare. ’

‘Principessina, non è certo a me che dovevi raccontare il tuo segreto, ogni volta che toccavi l’acqua percepivo il tuo dolore, la tua paura, il tuo rammarico…. Avrei voluto aiutarti, ma non mi hai mai permesso di entrare nel tuo mondo. ’

‘Cosa vuoi dire? ’

‘Noi creature senza forma, come il vento, o la luce, abbiamo bisogno del permesso degli esseri terreni per entrare nel loro mondo…’

Perla guardava Trasparine con occhi spalancati, non riusciva a capire, e la sua bocca continuava ad emettere lo stesso suono…

‘Mah … Mah … Mah … Mah …’

‘Vedi Principessa, attorno a te ci sono molti più esseri di quanto tu possa immaginare, ma solo se voi terreni, date il permesso loro possono mostrarsi, ricordi quando poco fa ti ho domandato di mettere la tua mano nell’acqua? ’

‘Si ero arrabbiata, perché credevo fosse un ordine, e avevo paura che ci fosse qualcuno nascosto che … beh sai, che voleva buttarmi in acqua di forza per lavarmi. ’

‘Ebbene Perla, noi creature senza forma, abbiamo bisogno di un contatto con un essere di carne, per guardare il suo cuore, ascoltare la sua anima e diventare ciò che loro apprezzerebbero di più… come forma. ’

‘Ora che ti guardo, il tuo aspetto, somigli tanto a Tata Malika, perché hai preso la sua forma? ’

‘Perché lei occupa un posto molto molto importante nel tuo cuore, quasi più importante di quello della Regina, tua madre. ’

‘Tata Malika mi vuole bene e anche se faccio i capricci, non mi sgrida mai, ma so bene che in cuor suo non gli piace quando faccio i capricci, so che vorrebbe sgridarmi ma che se lo facesse … Mamma le farebbe delle cose molto brutte. ’

La principessa all’improvviso si era resa conto che, nonostante fosse sempre sgarbata con Malika, la sua tata, non la trattava mai male e tra tutte …. Era stata l’unica a non averla abbandonata, le cuoche, le cameriere, le assaggiatrici, le parrucchiere, tutte… dopo poco tempo, avevano abbandonato l’incarico.

Malika, nonostante tutto aveva scelto di rimanere affianco alla principessa, spesso si era fermata con lei la sera e le aveva raccontato delle favole, per farla addormentare, e sempre lei, si era alzata in piena notte per soddisfare i suoi capricci…. Un bicchiere di latte, una fetta di torta, una macedonia d frutta….

La Principessa, ripensando a tutto quello che la tata, aveva sempre fatto per lei, sorrise, forse in maniera un poco triste, ma pur sempre sorridendo, Trasparine aveva ragione… Tata Malika le voleva Molto bene.

‘Forse potrei raccontare a Tata Malika il mio segreto! ’

‘Chiamala principessa, Io sarò sempre qui, ma non mi farò vedere. ’

‘Trasparine, ma se Tata Malika si mettesse a ridere…. Non saprei come reagire, ho paura. ’

‘Fidati di Tata Malika Principessa, gli adulti non sono poi così sciocchi come appaiono agli occhi dei bambini, e poi Io sarò vicino a te, e ti insegnerò come nuotare nelle mie acque, tranquilla Principessa. ’

La voce di Trasparine, aveva il potere di tranquillizzare la principessa, la piccola non aveva mai pensato che una voce potesse essere tanto dolce e tranquillizzante, ma non era la sola voce che la calmava … nella sua memoria nascosta da qualche parte una seconda voce, la rendeva calma.

Il campanello suono insistentemente nella stanza dove si riuniva la servitù, nessuna aveva il coraggio di alzarsi per andare dalla Principessa, la cuoca, fece finta di nulla e continuò ad impastare il pane per la cena …. Le cameriere della principessa si guardarono negli occhi spaventate:

‘Io non vado, non voglio farmi tirare dietro qualche cosa di strano. ’

‘A nemmeno Io, te lo scordi non ho voglia di farmi urlare dietro da quella piccola peste. ’

Tata Malika, ascoltò in silenzio i commenti, e dopo aver sorseggiato l’ultimo goccio di the, si alzò e guardando le cameriere riunite nella grande cucina, si volto dicendo:

‘Voi non capite, la Principessina, si sente sola sua maestà non ha tempo da dedicarle, in assenza del Re, la nostra Regina, deve governare il regno. ’ Disse la tata, con sguardo di rimprovero ‘E sapete bene quanto gli alti dignitari del regno siano sempre pronti al disappunto, rispetto alle decisioni prese da una donna. ’ Tata Malika, aveva fatto il giro del tavolo, e lisciandosi la veste ed il grembiule, si era diretta verso le scale che portavano ai piani del signori ‘Suo padre ovviamente è sempre in giro per il regno, Lei si sente sola …. Nessuno le ha mai insegnato come comportarsi, nessuna delle persone che si sono susseguite a palazzo hanno mai resistito, tutte la hanno abbandonata, persino la tutrice di buone maniere… dopo un solo mese ha rinunciato…’

‘Perché tu non sei fuggita a gambe levate Tata? ’

La cameriera della principessa, Mafalda, era con lei oramai da due anni, più di una volta aveva pianto disperate nella sua stanza, ed aveva minacciato il maggiordomo di corte che sarebbe fuggita via un giorno o l’altro… Mah! Tata Malika, ogni volta la consolava, la rassicurava e spiegava che Perla … era una bambina molto sola, che nascondeva l’immenso bisogno di amore, dietro ai comportamenti sbagliati, ai capricci, e a mille altre scortesie che riservava però solo ad alcune persone.

‘Vedi Mafalda, quando ero una bimba non più grande della nostra Principessa, anche Io mi ritrovai a dover condividere mia madre con mille altri impegni…. Ma essendo povera non avevo nessuno che si prendesse cura di me….

Mamma, mamma…. Ma allora!” yawn…. “Allora Perla, è come, me… quando tu torni spesso tardi dal lavoro …” Yawn…. “Io faccio i capricci, solo perché vorrei più coccole!”

Diciamo… che potrebbe essere vero!”

E! … Mamma …. A me non piace fare il bagno proprio come a Perla… mah!”

Mah… se mi lasci finire la favola, mentre ti metti il pigiamino capirai.”

Scusa, mamma.”

‘e così mi inventai amici immaginari di ogni tipo per farmi compagnia…. Capisco la nostra Principessa, ma anche lei deve capire la Regina, un regno da governare è un fardello pesante. ’

Tutti i presente stettero ad ascoltare quel che Malika, aveva da dire senza emettere suono alcuno…. Avevano timore di interrompere la donna, o forse, quelle parole avevano scavato un piccolo solco nel giardino del loro cuore, forse un piccolo seme, aveva deciso di infilarsi dove, i capricci della Principessa, avevano fatto inaridire tutto.

Nel frattempo, nella grande sala da bagno, Perla, aveva cominciato a spogliarsi per fare il bagno, un poco timorosa, ma contenta che la sua nuova amica le avrebbe dato una mano.

‘Trasparine, vero che non mi lasci cadere? Vero che mi sosterrai se vado dove non tocco? Vero che non lascerai che faccia come le pietre che cadono sul fondo? ’

‘Principessa, non ti devi preoccupare, non ti lascerò sola…. Sono qui per aiutarti, non ti succederà nulla. ’

Tata Malika, stava camminando per il corridoio, cercando le Parole più adatte, per convincere la Principessa a fare il bagno, nella sua mente, si prospettavano le immagini peggiori… vesti strappate, capelli tirati, graffi urla… non sapeva come avrebbe potuto sopravvivere a quell’incontro!

Arrivò davanti alla porta …. E dopo aver sospirato alzò la mano per bussare ma…. Un suono talmente inaspettato giunse alle sue orecchie da lasciarla, con la mano bloccata a mezz’aria e gli occhi spalancati…. Risa…. Dall’interno della stanza provenivano risa di bambina, e ne era certa, quella era la voce della principessa, e stava ridendo anche di gusto …. La sorpresa era tale che quasi la mano si mosse da sola.

Trasparine, vide che la maniglia della grande porta si stava abbassando e facendo cenno alla principessa di non parlare di lei, la sommerse con l’acqua e la riportò verso il bordo della grande Vasca….

La principessa era completamente bagnata, i capelli sciolti erano appiccicati al volto ed alla schiena…. L’immagine che si presentava agli occhi di chiunque fosse entrato nella stanza era quello di una bambina che si stava divertendo come non mai.

‘Principessa, mi avete fatto chiamare? ’ Tata Malika non osava entrare.

‘Tata Malika! ’ la Principessa urlo il nome della Tata e correndo verso la porta la spalancò.

‘Tata, gentilmente potresti entrare …. Vorrei parlare con te per favore! ’

Lo stupore negli occhi della donna era tale…. Che chiunque l’avrebbe notato, la Principessa, prese per mano la Tata, tirandola verso la vasca…. Si sedette, e la guardo negli occhi….

‘P..…p…. Principessa, siete completamente fradicia, cosa????’

‘Tata Malika, oggi ho imparato una grande lezione, sai una cara amica mi ha fatto riflettere, e quindi ora devo fare una cosa. ’ La Principessa si interruppe, e corse a prendere la sua spazzola, si sedette ai piedi della Tata, e porgendole la spazzola, cominciò a parlare:

‘Per prima cosa, devo assolutamente domandarti scusa, sai mi sono comportata malissimo, sono stata una vera peste…’ la Principessa si interruppe, e voltandosi fece cenno alla tata di spazzolarle i capelli:

‘Sai, mi sono resa conto di essere stata, veramente poco educata nei tuoi confronti, mi sono comportata male, e non ho rispettato il tuo lavoro…’ si interruppe e si voltò nuovamente:

‘Tata per favore potresti pettinarmi tu i capelli, da sola non riesco a farli bene. ’

La donna, non riusciva a proferire parola, chi era lo scricciolo bagnato che si trovava davanti, tutte quelle parole, intervallate da per favore, scusa …. Cosa era successo nell’ora e mezza che la Principessa era rimasta sola nella grande stanza.

Le mani della Tata, continuavano a seguire le curve dei capelli bagnati, mentre un fiume infinito di parole scorreva dalle labbra della bimba, raggiungendo come in un sogno le orecchie della tata, che come in un sogno ascoltava e dovette ammettere alla fine del discorso capì solo alcune cose.

Un paio di volte, si interruppe, perché aveva trovato un nodo nei capelli di Perla, e conoscendone le reazioni, si era ritratta, ma la Principessa, non aveva né urlato né tantomeno tentato di schiaffeggiare Malika, no…. Perla si era semplicemente lamentata scostando la testa e borbottando tra se, che avrebbe dovuto dare retta alla Tata, e spazzolare I suoi ricci anche la sera.

Malika, talvolta, scostava lo sguardo in giro per la stanza, cercando un qualche calderone, dal quale una sostanza fumosa impregnava la stanza lasciando storditi chi lo respirava, poiché non aveva nessuna altra spiegazione …. La Principessa Perla era sotto incantesimo.

‘E per ultimo Tata ti devo chiedere scusa per non aver avuto fiducia in te…’ la Principessina, abbasso la testa…. E rimase in silenzio per qualche minuto, Tata Malika avrebbe voluto parlare, ma non osava dire nulla, la piccola le aveva aperto il suo cuore, la aveva ringraziata per tutto quel che negli anni aveva fatto per lei, le aveva chiesto scusa per le volte che l’aveva trattata male, le aveva rivelato che nonostante non la ringraziasse mai, le sue torte di compleanno erano le migliori che avesse mai mangiato.

All’improvviso la Principessa si volto, gli occhi pieni di lacrime:

‘Sai tutte le volte che facevo i capricci per il bagno…. Mi vergognavo a dirtelo ma…. Tata, Io … Io facevo i capricci solo perché, beh… ecco, Io non so nuotare Tata. ’

Malika, guardava la piccola Principessa con occhi pieni di amore, non aveva capito quanto la bambina avesse sofferto in quegli anni, e lei che le era sempre stata vicina non si era accorta di nulla.

‘Principessa, perché avete tenuto questo segreto stretto nel cuore? ’

‘Temevo che mi avresti preso in giro! ’

‘Principessa Perla, mai e poi mai vi avrei fatto torto, e poi nemmeno Io sono una buona nuotatrice, a malapena resto a galla… Mah! Beh! Io credevo mia principessa che voi vi annoiaste, non pensavo che il vostro disagio provenisse dal fatto di non saper nuotare…. Chiameremo qualcuno che vi insegni, e mai nessuno conoscerà il vostro segreto. ’

La principessa, si asciugo le lacrime, si alzò in piedi e suono la campane per chiamare le cameriere per vestirsi… dopo di che corse verso la leva che svuotava l’acqua della grande vasca ma poco prima di abbassarla un pensiero balenò veloce come una lepre nella sua mente…. Trasparine!

‘Tata, abbiamo dei ciondoli che possano … mm contenere qualcosa? ’

‘Vostra maestà intende forse … gemme e pietre? ’

No… avevo pensato a non so, semi, terra, petali di fiori … o forse anche Acqua! ’

Tata Malika era rimasta basita della richiesta della principessa e pensando si avvio verso la porta.

Proprio affianco all’entrata si trovava un tavolo su cui venivano messe le essenze profumate per il bagno, magari tra quelle avrebbe potuto trovare qualcosa.

Nel frattempo erano giunte nella grande sala le due cameriere che con un inchino avevo chiesto alla principessa in cosa potessero servirla.

‘Cortesemente vorreste informare Mia Madre la Regina che gradirei andare a fare un giro a cavallo, e se poi voleste cortesemente prepararmi gli abiti … andrei nelle mie stanze a vestirmi. Grazie’

Le due giovani Donne si guardarono, gli occhi spalancati e le bocche aperte in un silenzioso OHHH di stupore…. Forse, le loro orecchie non avevano udito bene, era impossibile che la Principessa avesse, no sicuramente non avevano capito, ma non era il caso di chiedere spiegazioni.

Si guardarono negli occhi e spintonandosi, sembravano voler dire qualcosa, ma lo stupore era tale, da non lasciar proferire parola a nessuna delle due.

La più minuta, prese coraggio, scrollando la testa, apri la bocca e con un filo di voce appena udibile oso domandare:

‘Vostra maestà necessita altro? ’ immediatamente ambedue abbassarono la testa aspettano che la principessa urlasse loro contro se fossero sorde o stolte o chissà quale altra stranezza.

La risposta cortese le lasciò senza parole: ‘No! Grazie. Potete andare. ’

Le due giovani, fecero la riverenza ed uscirono dalla stanza borbottano a voce bassa, l’una andò dalla regina e l’altra si diresse nella stanza della principessa a cercare gli abiti da galoppo.

Non riuscivano a capire cosa fosse successo, e quando si ritrovarono davanti alla stanza della principessa la frase che dissero risuono come una ventata d’arai fresca in una calda giornata estiva:

? ma l’hai sentita anche tu? La principessa Perla ha detto …Grazie! ’

Fu come se all’improvviso anche le pareti avessero cominciato a parlare, e la notizia comincio a viaggiare dalle segrete sino alle stanze di osservazione delle stelle, la Principessa Perla, aveva detto Grazie a qualcuno.

Nel frattempo, dentro alla grande stanza, Perla, aveva continuato a parlare con trasparine, cercando di non farsi vedere dalla Tata, non avrebbe potuto raccontare della sua nuova amica, cosa avrebbe pensato la Tata, già le aveva rivelato il suo segreto più temuto.

Perla, si era avvicinata alla grande piscina ed aveva domandato una cosa a Trasparine:

‘Trasparine, dove finisci ogni volta che la vasca vien svuotata? ’

‘Perla Io finisco nel bosco, vengo sprecata, i pesci che ospito muoiono, rimangono senza nutrimento, ed Io non posso fare nulla, evaporo con il caldo, o nutro le piante … ma per la maggior parte, vengo sprecata. ’

‘Io non lo sapevo, devo trovare una soluzione, non voglio che i pesci muoiano e che tu sia dispersa… potresti farti piccola piccola per entrare in una ampolla…. Vorrei chiederti dei consigli. ’

‘Principessa, l’acqua non ha forma …. Posso venire dove vuoi, se mi metterai in un contenitore! ’

Tata Malika aveva trovato una ampolla di un profumo da bagno che aveva ormai finito, la sciacquo e la consegno alla principessa, che dopo aver ringraziato con un inchino, cosa che lasciava ancora la tata senza parole, prelevo un poco di acqua dalla grande vasca.

‘Tata …. Possiamo far svuotare la vasca in modo che l’acqua non vada sprecata ed i pesci non muoiano? ’

La tata, ebbe un mancamento, dovette sedersi a terra …. Ma cosa mai era successo alla Principessa, solo poche ore prima aveva urlato come un piccole demone, ed ora… chiedeva per favore, ringraziava, e si preoccupava dei pesci.

‘E.. Tata, scusa, dovremmo anche trovare il modo di liberare gli uccelli e le farfalle, non vorrei che soffrissero chiusi in questa stanza. ’

Dopo aver lasciato le direttive alla tata ed aver preso la sua ampolla, saltellando la Principessa, si diresse, verso le sue stanze.

Mentre saltellava allegramente per i corridoi del palazzo, aveva incontrato, camerieri, valletti, guardi di palazzo e ad ognuno aveva rivolto, accompagnato da un sorriso un ‘Buongiorno a voi?

Ogni persona che aveva incrociato era rimasta basita… ed ogni volta che salutava qualcuno, Trasparine da dentro l’ampolla, le faceva i complimenti per quanto era cambiata.

La giornata era proseguita senza intoppi, Perla era andata a cavalcare, era tornata, e anche se un po’ triste, aveva pranzato da sola, Sua Maestà la regina, aveva molti impegni.

Nel pomeriggio, si era dedicata allo studio, e anche se la matematica e la letteratura, erano a parere della Principessa, noiose come un mal di pancia, la sua nuova Amica, da dentro l’ampolla, l’aveva sostenuta e fatta ridere, così che anche i compiti erano sembrati più leggeri.

La Principessa, aveva sperato che per cena, la madre avrebbe potuto farle compagnia, ma gli impegni reali erano tali e tanti che quando la regina ebbe finito, la Principessa Perla, era già profondamente addormentata nel suo letto.

La mattina dopo, il sole spendeva come non mai, Perla si svegliò riposata e felice, guardo l’ampolla ed aprendola aspetto che trasparine prendesse forma:

‘Quanto sei piccina! ’

‘Poca acqua, forma più contenuta…. Perla gentilmente stacca un petalo o due da quelle rose! ’ Trasparine aveva indicato un meraviglioso mazzo di rose appoggiato ad un tavolino affianco al letto della principessa.

Ogni mattina Tata Malika, entrava nella stanza della Principessa, controllava che i fiori fossero freschi e se non lo erano lì sostituiva, a volte erano rose del giardino reale, altre volte fiori di campo, spighe e foglie…. Ma mai un giorno da quando aveva cominciato ad accudire alla principessa, la giovane donna aveva mancato di portare i fiori nella stanza della Principessa.

Perla non se lo fece dire due volte, stacco due petali e li porse alla sua acquosa amica, trasparine trasformo agilmente i petali in un abito, Perla rimase affascinata a guardare l’abilità della meravigliosa creatura che aveva innanzi agli occhi.

‘Trasparine oggi, cosa possiamo fare? ’

‘Dimmi tu mia cara Perla, Io sarò con te! ’

‘Trasparine, sai una cosa…. Nel mio paese, ci sono spesso periodi in cui non piove, e l’acqua non basta per tutti. ’

‘Lo so bene mia cara principessa! Il vento mi porta lontano e tornare da dove nasco non è sempre facile. ’

‘Dove nasci? Ma tu, Trasparine, da dove arrivi? ’

Trasparine racconto alla principessa di grandi montagne in cui, le sue figlie, le gocce erano dure come diamanti, in cui la temperatura era sempre molto bassa, spiego a trasparine che le creature senza forma, potevano però essere viste se si trasformavano in ghiaccio o neve, ma dovette anche spiegare alla Principessa, cosa fossero il ghiaccio e la neve.

Trasparine, spiegò anche di come il vento, scostando le nuvole dal cielo, faceva in modo di lasciar passare le carezze del sole, che scioglieva le sue figlie lasciandole cadere lungo le montagne.

Spiegò a Perla, che le creature d’acqua potevano essere viste quando le gocce tutte assieme formavano un ruscello, o un fiume… o ancora un laghetto, le parlo del lungo e tortuoso viaggio che le gocce intraprendevano sempre tutte assieme, e si come spesso, il corso dei fiumi separava le sorelle portandole a viaggiare un po’ ovunque.

Ad esempio nel regno di Perla, spiegò Trasparine, le sue figlie viaggiavano sotto terra, per le alte temperature, e talvolta risalivano verso la superfice per creare piccoli laghetti, ella spiegò alla Principessa che gli uomini del suo popolo erano soliti chiamare i laghetti che le sue figlie creavano con il nome di “Oasi” ma il caldo, opprimente, spesso costringeva le gocce a riprendere il viaggio trasportate dal vento.

‘Ma Trasparine, come fanno a viaggiare? Hai appena detto che si riuniscono in dei laghetti! ’

‘Il caldo Principessa, il caldo ci trasforma in vapore, risaliamo nuovamente verso il cielo, e il vento ci trasporta per il mondo, quando raggiungiamo un luogo fresco o delle montagne, ci raffreddiamo, e torniamo ad essere di acqua o di ghiaccio. ’

La Principessa Perla, era affascinata dai racconti di Perla, e non si era nemmeno accorta dell’ora, il bussare insistente alla porta della stanza, la fece trasalire.

‘Avanti prego! ’ Tata Malika, entro nella stanza portando un vassoio, sul quale capeggiavano i piatti del pranzo.

‘Principessa Buongiorno, questa mattina avete dormito molto, spero abbiate fame visto che non avete nemmeno fatto colazione? ’

‘Tata Malika, siiii ho una fame immensa. ’ Perla, saltò giù dal letto, corse verso la tata, prese la brocca ed il bicchiere e li porto sul tavolino, poi rivolgendosi alla tata accenno un inchino e corse a lavarsi il volto.

La tata rimase nuovamente sorpresa, non si aspettava assolutamente che la principessa si comportasse così, poggio il vassoio e si rivolse alla bambina:

‘Maestà volete che chiami le cameriere per aiutarvi a vestirvi. ’

‘Grazie Tata, ma vorrei provare a farlo da sola, se poi non dovessi riuscire, potresti per favore aiutarmi tu? ’

‘Ma vostra Maestà, Io … beh ne sarei onorata, non avete mai…. Sono qui, se avete bisogno di me. ’ La tata era senza parole, qualunque cosa fosse capitata alla principessa, l’aveva cambiata in meglio.

Pochi minuti dopo, la principessa, usci da dietro un paravento, e scrollando le spalle, disse:

‘Sono in difficoltà con i bottoni sulla schiena, vorresti gentilmente! ’ ella si volto, e la Tata, orgogliosa, si avvicinò e allacciò i bottoncini dell’abito.

La Principessa mangiò tutto quello che la Tata aveva portato sul vassoio, ringrazio e chiese se quel pomeriggio ci sarebbe stato il tutore.

Tata Malika, rispose che il pomeriggio era libero, e che avrebbe potuto fare ciò che voleva, dopo di che si accomiatò portando via il vassoio.

‘Trasparine, cosa potrei fare per aiutare il mio popolo nei momenti di siccità? ’

‘Principessa, dovresti trovare il modo di coltivare le mie figlie, ma lasciandole libere di viaggiare e riparate dal caldo! ’

‘Ma mia madre non mi ascolterà mai, sono solo una bambina. ’

‘Ricordi cosa ti ho detto ieri, trova il modo di farti ascoltare dagli adulti, ma ricorda che spesso quando gli adulti crescono, perdono tutto, e diventano aridi come le terre non coltivate! ’

Perla, Comincio a passeggiare vanti e indietro per la stanza, il volto serio, era come se all’improvviso, la sua mente avesse deciso di organizzare, costruire, elaborare…. Pensieri, frasi e quant’altro la mente potesse immaginare.

Mamma, ma i bambini piccoli possono avere buone idee?”

Certo bambina Mia, siamo noi adulti che spesso per stanchezza, o per semplice poca voglia di ascoltarvi non ci rendiamo conto, che le idee dei bambini sono semi inestimabili.”

Perla, all’improvviso si fermo a guardare fuori della finestra, il grande giardino del palazzo, nonostante il caldo e la mancanza di acqua era sempre fiorito, le piante non seccavano e gli insetti abbondavano…. Perché mai, appena fuori le mura del palazzo, le strade erano secche e aride, le coltivazioni ridotte al minimo ed i fiori non crescevano.

‘Trasparine, vieni, andiamo a fare un giro in giardino. ’

La Principessa, prese un lungo nastro rosso, lo lego all’ampolla in cui era trasparine e lo legò in vita… si guardo allo specchio e sorrise, le piaceva come era vestita.

Aprì la porta della camera e uscendo quasi si scontro con le cameriere, si fermo per un secondo e rivolgendosi loro disse:

‘Chiedo scusa. Spero di non avervi fatto male, non vi avevo visto. Il letto è ancora disfatto, scusate se ho dormito tanto…. Ora vado in giardino, fate pure con calma, ho un lavoro importante da fare. Buon Lavoro. ’ Le cameriere erano rimaste basite a bocca aperta, la Principessa Perla non era mai stata tanto cortese:

‘Oh! Scusate. ’ Disse voltandosi nuovamente verso le due donne ‘nel cambiarmi credo di aver lasciato a terra i miei abiti, non lo farò più, ma ora sono talmente di corsa… potreste gentilmente provvedere voi. ’

Detto questo, corse via accennando un saluto alle guardie ed ai maggiordomi che camminavano lungo i corridoi…. Ogni volta che incontrava qualcuno, la Principessa sorrideva e salutava con cordialità.

Finalmente giunse in giardino:

‘Eccoci! ’ disse accarezzando l’ampolla ‘Vedi Trasparine, il giardino è sempre verde, non capisco come possa essere possibile, sono settimane che non piove. ’

‘Guarda bene principessa! ’

‘Dove? ’

‘Vedi i solchi che passano vicino alle aiuole, se ti avvicini potrai vedere le mie figlie, in quei solchi passa l’acqua, hanno messo le pietre sul fondo e sui lati di queste piccole vie e l’acqua può solamente scorrere e bagnare i fiori, essendo coperta non evapora e scorrendo rimane sempre fresca’

‘Trasparine, ma così le tue figlie sono imprigionate! ’

‘No principessa, loro nutrono i fiori ed i frutti del giardino, e quando il caldo è tato evaporano dalle foglie e tornano a viaggiare. ’

La Principessa, si mise nuovamente a pensare, non riteneva giusto che solo il giardino del palazzo avesse sempre acqua fiori e frutta, il giorno prima durante la cavalcata aveva notato che in paese, molti erano costretti ad andare ai pozzi ad attingere l’acqua…. Ma i pozzi si trovavano a mezza giornata di cammino dal palazzo e anche dal villaggio.

‘Una soluzione’, era il pensiero che continuava a viaggiare nella mente della Principessa, doveva assolutamente trovare una soluzione ma non sapeva da che parte iniziare.

La biblioteca.

‘Trasparine, andiamo in Biblioteca, dobbiamo cercare le mappe delle sorgenti d’acqua della regione. ’

La Principessa corse all’interno del palazzo, si scontro con Tata Malika e sorridendo disse:

‘Avrei bisogno di te, se non hai altro da fare potresti per favore raggiungermi in biblioteca? ’

La Tata, ormai aveva superato lo stupore e alzando le spalle, rivolse un sorriso alla Principessa: ‘Andiamo, vi seguo’

Le due arrivarono nella grande biblioteca e si rinchiusero silenziosamente alla ricerca di ciò che serviva alla Principessa.

Il pomeriggio passo lento mentre le due cercavano, copiavano, disegnavano e si confrontavano, Trasparine da dentro l’ampolla, gorgogliava parole di incoraggiamento alla sua nuova amica.

Quando giunse l’ora della cena, nessuno sapeva dove fossero né la Principessa ne Tata Malika, sino a che le due riemersero dalla biblioteca e si diressero in cucina.

‘Buonasera cuoca, gentilmente potresti preparare qualcosa da mangiare per me e la tata? ’

Questa fu la frase con cui la principessa si presento nelle stanze della servitù; la cuoca era rimasta immobile a bocca aperta, e Malika da dietro la Principessa, non aveva potuto fare altro che alzare le spalle e sorridere.

La capo cuoca diede ordine di apparecchiare per la principessa e comincio a preparare qualcosa come richiesto.

La principessa, seduta al tavolo dove solitamente pranzavano le cameriere guardava i suoi disegni, quando la tavola fu pronta sollevò lo sguardo e con un moto di disappunto si rivolse alla cuoca:

‘Ma come, non avete messo i piatti a tavola anche per voi. ’

‘Vostra maestà, non è concesso alla servitù…’

‘Fatemi un regalo, questa sera non vorrei mangiare da sola, mi fareste l’onore di mangiare in mia compagnia? ’

Le cameriere, le cuoche, i maggiordomi e la stessa Tata Malika, restarono sbalorditi dalla richiesta, ma essendo la principessa a chiedere tale cortesia, non poterono rifiutarsi e la grande tavola venne imbandita …. I piatti, riempiti ed i bicchieri abbondantemente riforniti.

Le risate riempirono ben presto la stanza e nessuno, ebbe il coraggio di rifiutare l’invito della principessa.

Dopo la cena, la principessa, saluto i commensali e chiese alla tata di accompagnarla nelle sue stanze, l’indomani avrebbe avuto bisogno di parlare con sua Madre la Regina.

Prima di entrare nelle sue stanze, Perla chiese di far chiamare la dama di corte che si occupava della Regina, e dopo averla convocata nella sua stanza lascio a lei, un messaggio per la madre:

‘Vogliate cortesemente informare sua Maestà, mia Madre, che domani mattina avrei necessità di avere udienza privata con Lei, questa sera sono veramente esausta …. Non so se riuscirò ad aspettarla sveglia. ’

La dama della Regina, rimase piacevolmente colpita nel constatare che le chiacchere sul cambiamento improvviso della principessa fossero vere:

‘Certamente vostra maestà! ’

La regina, ricevette il messaggio a tarda serata, e anche se avrebbe voluto parlare immediatamente con la figlia, Tata Malika, la informo del fatto che la principessa si era addormentata da parecchie ore.

La nottata della Principessa, fu agitata da sogni, immagini di costruzioni, accompagnate da fiori, piante… e le figlie di Trasparine che danzavano, la mattina appena il sole fece capolino dalle grandi tende, Perla aprì gli occhi e stiracchiandosi si mise a sedere sul letto, l’ampolla di Trasparine era sempre sul suo tavolino….

Mentre la mattina precedente la bimba era saltata fuori dal letto pimpante come una cavalletta, quella mattina le sue gambe fecero fatica a sostenerla per trascinarsi fuori del letto.

Si lavò e si vestì, dopo di che, si diresse verso Trasparine:

‘Buongiorno! ’ il volto assonnato e sorridente fece sorridere la creatura.

‘Buongiorno Principessa, tra poco arriverà la Tata con la colazione e poi, avremo l’incontro con tua madre. ’

‘Non so se riuscirò a svegliarmi, sono così assonnata. ’ Proprio mentre diceva ciò, la porta venne scossa dal bussare di qualcuno.

‘Avanti Tata, sono sveglia. ’ Disse la principessa senza nemmeno voltarsi, mentre indaffarata armeggiava con il nastro dell’ampolla di Trasparine ‘Tata, vorresti gentilmente poggiare il vassoio sul tavolino, stamattina ho bisogno del tuo aiuto, non ho dormito bene, ed i miei capelli sono un vero pasticcio. ’

La principessa non si era accorta che assieme alla Tata, nella stanza era entrata anche la Madre, e voltandosi ebbe un sussulto.

Lo spavento venne subito cancellato dallo stupore e nonostante l’etichetta di corte, forse un poco troppo rigida, sconsigliava ad una principessa di saltare al collo della propria madre, Perla corse incontro alla mamma e dopo averla abbracciata e baciata si scosto facendole la riverenza:

‘Perdonatemi Madre non ho resistito erano giorni che non vi vedevo. ’

La regina, impassibile, guardo la figlia, e l’unico pensiero che passava nella sua mente era -Ma cosa mai è successo alla mia bambina. Quanto è cambiata, così pacata educata, di chi mai sarà il merito. –

‘Vostra Maestà, la principessa vorrebbe, se Vostra Maestà ha tempo, illustrarvi un progetto. ’

‘Ebbene Perla, figlia mia, sediamoci a fare colazione e illustrami il tuo ehm… progetto. ’

‘Madre vi chiederei di poter invitare la Tata a rimanere con Noi, sai il progetto lo abbiamo creato assieme. ’ La Regina, sempre più stupita, fece cenno di assenso, e aspetto che sua figlia e la Tata, si sedessero.

Perla cominciò con il chiedere scusa alla madre per il modo in cui si era comportata negli anni, chiese scusa per tutte le volte che aveva creato preoccupazioni alla Madre, domando scusa per le spese che aveva fatto sostenere al regno per il problema della grande vasca, ed assicurò che da quel giorno in poi, non ci sarebbero più stati né problemi né sprechi.

Fatta la premessa, Perla cominciò a parlare del problema riguardante gli sprechi a palazzo, primo tra tutti quello dell’acqua, parlò per diversi minuti di quanta acqua andava utilizzata per il grande giardino e di come glia abitanti del paese dovevano caricare pesanti giare sulle spalle o sui carretti per andare a prendere l’acqua nei pozzi, di quanto i pozzi fossero lontani.

Le parole scappavano dalla bocca della principessa come un fiume, Tata Malika seduta affianco a Lei, non apriva bocca, ma ogni volta che Perla aveva una titubanza, la tata la incitava a continuare.

‘Mia cara figlia, detto questo, spiegami, cosa dovremmo mai fare? ’

‘Madre, avevo pensato di creare dei grandi pozzi collegati tra loro, che portassero l’acqua dai giardini del palazzo, dai pozzi nelle terre esterne e dalle oasi, a punti in cui tutti potessero attingere acqua. ’

‘Continua figliola! ’

‘Potremmo, creare delle strade sotterranee …. L’acqua non Eva. Eva…?

‘Evaporerebbe? ’ suggerì la Tata.

‘Ecco! ’ rispose Perla ‘Ognuno potrebbe accedere all’acqua ed essendo i pozzi collegati, anche se uno dei pozzi delle terre esterne fosse esaurito, le riserve di acqua non si esaurirebbero…’

La regina ascoltava, con un sorriso sulle labbra ciò che la figlia stava proponendo, orgogliosa che la sua bambina fosse tanto colta.

‘Ed infine cara Madre, dovremmo piantare degli alberi, anche nel paese, così che l’ombra proiettata dalle piante, lasci il terreno più fresco, se il terreno sarà più fresco l’acqua non scapperà via. ’

La Principessa, si zittì e comincio a respirare lentamente, le mani serrate sotto al tavolino aspettava che la madre le dicesse che non era possibile, che un tale progetto sarebbe stato irrealizzabile, l’ansia attanagliava il suo piccolo cuoricino … l’attesa si stava trasformando in una tortura, e Trasparine da dentro l’ampolla non emetteva un solo suono.

‘Ebbene, figlia mia, mi hai lasciato senza parole, in pochi giorni, ti sei trasformata da una capricciosa bambinetta ad una futura Regina…. Il mio unico rammarico è che questo cambiamento non è merito mio. ’

Maestà, voi dovete regnare in assenza del re…’ la regina fece cenno a Malika di tacere.

‘Riconosco i miei errori, e riconosco anche i meriti altrui, e sia Bambina mia, il progetto verrà eseguito, ma ad una sola condizione. ’ La principessa già pronta a gettare le braccia al collo della Madre si blocco …. Con arai spaventata:

‘Ditemi Madre! ’

‘Tu e Malika dovrete seguirlo passo passo…. E poi mi racconterete come si evolverà. ’

La bimba non poté trattenersi abbraccio la Madre e poi corse ad abbracciare la Tata, finalmente anche Perla aveva trovato il modo di parlare con gli adulti, e in fondo non erano così male, l’importante era che Loro parlassero a lei come una bambina intelligente e Lei dall’alto della sua meravigliosa innocenza spiegasse loro le cose con la fantasia di una bambina, perché si sa … gli adulti crescendo se non coltivati a dovere si inaridiscono.

Il giorno stesso, architetti, scavatori, giardinieri, vennero convocati a palazzo, Perla mostrò loro quel che voleva creare e ben presto i lavori cominciarono.

Ci vollero due anni perché il progetto che Malika e la Principessa Perla avevano immaginato venisse realizzato, ma per tutto quel tempo, nessuno ebbe mai il coraggio di contraddire Perla, poiché con la fantasia e la dolcezza che solo un bambino poteva avere, convinse tutti coloro che parteciparono alla creazione di quelle strade sotterranee che il risultato sarebbe stato unico.

Mamma, allora anche i bambini possono avere buone idee?”

Assolutamente bambina Mia”

Tina diede un bacio in fronte alla sua bambina, che si accoccolo sotto alle coperte, e dopo aver spento la luce, si fermo sulla porta della cameretta a guardarla, quante cose meravigliose avevano da insegnarci i bambini, se solo gli adulti avessero imparato ad ascoltarli.

Tina si ripromise di dedicare un po’ più di tempo ai suoi Bambini … e dopo aver chiuso la porta, si attacco un biglietto sul calendario….

Il messaggio rimase sempre lì in bella vista per sempre.

Non smettere mai di ascoltare il bambino che è in te”

Fine.

Dedicato alla mia Bambina Elisa, che spero non smetta mai di parlare con me.

Mamma Morgana