LA LIBRAIA DI BORRIGLIONE, IL PROFUMO DEI LIBRI, LO SPLENDORE DI NIZZA

La caffettiera gorgogliò sul fornello mentre il sole illuminava le piastrelle bianche sopra il tavolo.L’estate stava iniziando.Si versò il caffè in una tazzina, lo zucchero leggermente. Girò lo sguardo intorno, immerso nel silenziose immaginò tutte le cose che sarebbero sparite quando lui se ne fosse andato. Nell’altra stanza, iniziarono i rumori di chi si sta svegliando e alzando.Sono questi rumori -pensò, schiacciando con il cucchiaino i residui di zucchero sul fondo della tazzina-con cui cominciano tutte le battaglie. Decise così di uscire.Nizza risplendeva in tutta la sua bellezza sotto un sole sgargiante che scolpiva oggetti e persone. Avenue Borriglione è una bella strada borghese fin de siècle 900 di Nizza. Si estende fra Valrose e Place de Gaulle.E’ poco frequentata dalle auto se non in diversi attraversamenti pedonali che la congiungono con Sainte Lambert e Sainte Jeanne D’Arc, poiché la parte centrale è totalmente occupata dalla linea tranviaria nei due sensi, verso Place Massena e oltre e verso Las Planas. Questo è il motivo per cui le auto la attraversano negli incroci prestabiliti. Anche i magazzini non sono numerosi:prevalgono bei batiments d’epoca insieme nella parte alta verso Valrose, a ville ancora belle, ma che stanno ad indicare lo splendore di un’epoca passata:alcune sono state trasformate in monolocali abitati da una popolazione la più svariata e soprattutto singola. E’una strada molto tranquilla i palazzi hanno uno stile floreale con splendidi balconcini alla francese in ferro battuto.E’un luogo calmo e abitarvi è molto gradevole.Come anche passeggiarvi sedendosi a sorseggiare un caffè nel prossimo bar. Tra i non molti magazzini di diverso tipo :forni , patisseries qualche ristorante, un giornalaio, e magazzini di vestiti e scarpe, si distingue per la sua unicità per il suo aspetto modesto una libreria che ha mantenuto invariato il suo ingresso molto semplice all’esterno: una porta di legno, rimasta nella sua struttura di qualche secolo fa, l’insegna semplicissima LIBRERIA e unica pubblicità esterna due scaffalature colme di libri. Non la si noterebbe affatto senza quegli scaffali colmi di libri lì fuori. In una bella giornata di luglio di qualche anno fa ero a Nizza ,passeggiavo per Borriglione :era una di quelle giornate limpide con il cielo di quell’ azzurro profondo tipico della Costa che ti avvolge in una spirale infinita e non ti abbandona mai anche nelle giornate più oscure dell’inverno stagionale e durante l’inverno della vita.Scesi giù da Valrose verso Place De Gaulle.C’era nell’aria un profumo acuto di baguette appena sfornate che si mescolava alla frescura dell’aria del mattino illuminato dall’azzurro profondo. Sensazioni dense e forti le donne emanavano dai loro corpi appena coperti da vestiti leggeri che facevano intravedere non soltanto le gambe ma tutto il corpo.Continuai la mia discesa e a metà di Borriglione m fermai davanti ai due scaffali colmi di libri:erano libri comuni, romanzi, qualche saggio, soprattutto romanzi. Mi misi a rovistare tra i libri.Trovai un Hemingway: Di là dal fiume, tra gli alberi. Volli comprarlo.Entrai nella libreria, che era colma all’inverosimile di libri, accumulati ovunque. L’anziana proprietaria,M.me Camille ,così disse di chiamarsi, presentandosi, gestiva quella libreria da più di vent’anni e non aveva mutato granché dalla morte del marito. Fu molto felice che io acquistassi quel libro e nel prenderlo in mano per incartarmelo lo passò sotto il naso a sentirne l’odore. Mi disse:”ha un lieve odore di mandorle! se non il profumo di fiori diversi”. I suoi occhi si erano illuminati nella percezione di quella sensazione. Poi aggiunse:”indubbiamente gli e-book saranno molto utili in futuro e potranno risolvere, forse, la crisi dell’editoria, ma faranno perdere molte qualità, soprattutto sensazioni, prima fra tutte l’odore, che può variare da libro a libro, secondo l’età e la carta usata.E’ difficile indicare una unicità di odori anche a causa dei diversi solventi chimici usati per la stampa. Curiosare fra i libri è una autentica fornicatio .Non bada a gender, ti morde dentro, ti insegue in un incontro continuo con gli altri”. Mi offrì il libro.Mi salutò felice per quella breve conversazione. Ripresi Borriglione e mescolai il profumo del libro a quello dell’aria. Ma il profumo del libro era rimasto nelle mie narici ,lieve, persuasivo, invasivo.Mi venne di pensare alle ricerche del berlinese Gaza Schoen che insieme allo stilista Karl Lagerfeld vollero chiudere in bottiglia quel profumo indecifrabile, che era divenuto una fragranza messa in commercio nell’estate del 2012 col nome di “Paper passion”,in scatole come libri, con le pagine tagliate al centro per contenere il flacone.Magari leggeremo un e-book mentre aspireremo da una boccetta un “Paper Passion”. Sarà come ricordare un amore perduto. Continuai la mia passeggiata, godendomi lo splendore della giornata, continuando verso Place de Gaulle,dove fui colpito da un affiche pubblicitaria che proponeva il libro da poco uscito di Houellebecq,”La Sottomissione”. Lo stavo leggendo:interessante e provocatoria la proposta dell’autore: una Francia del domani governata dall’Islam. Ma non la tesi del libro che in quel momento si offriva alla mia attenzione, quanto piuttosto il legame fra la passione e il rapporto del libro a stampa e il libro elettronico mi interessava.L’associazione in quel momento si mosse in me anche in relazione alla esperienza e al contatto che da poco avevo avuto con M.me Camille.Il libro a stampa fino ad oggi ha sempre prevalso nella diffusione e nella utopica repubblica delle lettere che trova la sua origine in Petrarca continuando poi attraverso le Accademie ,l’antico e il nuovo regime per giungere fino a noi oggi con la sua utopistica carica etica: culto della pace, del patriottismo, della libertà, fondamenti trasmessi dal libro. Gli autori che si sono mossi in questo senso sono:Saint Exupery ,Eliot, Mann, Gide,e oggi Charlie Hebdo con tutte le sue vittime e drammaticità umana, che ha fortemente sconvolto ,l’oggi dell’Occidente e non solo. L’aspirazione di questa repubblica è la pace, la sicurezza ,la salute. Tutto questo mi ha riportato a M.me Camille, alla sua libreria, ai suoi libri, dove l’oggetto libro di carta domina sovrano, dove le parole è possibile sfiorarle, accarezzarle e anche stracciarle con tutto il loro contenuto di sapore e odore esistenziale di profumo di cui ho prima scritto. Nel libro, nella sua carta per secoli si è conservato il sapore dei giorni vissuti che continuano a vivere. La libreria di M.me Camille è questo:è la musica del passato che si rinnova nel presente in tutti quei libri accumulati, trascurati in apparenza, ma pronti a parlare e a rinnovare in un presente corporale il senso e la forza vitale che si nasconde nelle loro pagine. Basta trovare il mago capace di ridare loro vita, di rinnovare le parole sepolte. Una repubblica delle lettere potrà ancora esistere, certamente non senza gli e-book anzi con il loro aiuto, ma una cosa resta inoppugnabile: un libro si può donare e resta parte della persona che lo dona e parte della persona che lo riceve, un file non si può donare a nessuno. Seguendo queste riflessioni continuai la mia passeggiata. Mi dilungavo sempre più verso Place Massena: i tram colmi di persone si alternavano nei due sensi, di continuo.Presi il primo che sopraggiunse. La maggior parte delle persone era attaccata un telefonino o aveva fra le mani un tablet. Pensai ancora ai libri e alla bancarella di M.me Camille.Immaginai che tutte le parole di quel libro fossero inserite in quei tablet. E’ ciò che sta accadendo.Questo mi fece pensare a quei milioni di persone che possono usufruire di idee, riflessioni, stimoli, sentimenti attraverso gli e-book.Sarebbe nata una nuova repubblica mondiale della cultura, nei limiti delle lingue adottate, ma comunque con una visione globale enormemente vasta.Quindi anche rapporti umani più aperti.La diversità non sarà più elemento di disgregazione, ma di unione e di crescita nel rispetto sempre più vigile delle individualità e delle tradizioni, che fanno parte della nostra civiltà. Bene gli e-book. Ma l’impareggiabile piacere che si prova rovistando fra i libri di uno scaffale di una libreria come quella di M.me Camille non ha pari. E’ un cercare nei meandri più nascosti della propria coscienza, nella cassa profonda e senza fondo dei propri ricordi o ancor di più nei ricordi di altri che non hai mai conosciuto e ti mostrano attraverso il loro passato un destino diverso che puoi solo immaginare attraverso una visionarie fantastica. Il tram era giunto a Place Massena. Scesi. In un lato della piazza vidi un capannello di persone.Mi avvicinai. Al centro c’era un giovane che con discreta bravura suona un’aria di Mozart.Per un attimo la mia mente associò la magia della musica all’intensità, all’armonia delle parole che un libro può trasmettere in un lettore che ama toccare la carta stampata.E’un rapporto fortemente sensuale ,perché le parole prendono corpo si trasformano in oggetti, per poi divenire persone che attraversano il tempo, lo spazio riempiono il presente dell’esistenza.Non sono fantasmi, sono parte della vita del destino di noi uomini in un viaggio, che ci fa vivere di continuo, passato, presente, futuro. Attraverso i libri e le parole in essi contenute, insieme al contatto diretto con l’aspetto tipografico sentiamo l’odore, il profumo, ma anche la densità del rapporto interpretativo che si genera con il lettore nella sua unicità. L’aspetto tipografico è ,in sostanza, per la letteratura, ciò che la performance musicale è per la composizione.1) Magari ,è solo un’illusione, ma bella!M.me Camille ha ragione!

1) L’affermazione è di Robert Bringhurt, che è autore de” Gli elementi dello stile tipografico”.E’un libro basilare per conoscere gli elementi costitutivi della grafica editoriale nella nuova prospettiva digitale che offre la possibilità a tutti di editare un bel testo.

Emidio Parrella