Mariagrazia Carraroli

Il mare e il sogno

Da qualche tempo il mare respirava con affanno. Gli unici a preoccuparsene erano gli scienziati che, con i loro sofisticati strumenti, rilevavano una febbre che saliva dalle onde ogni anno più alta. Anche i pescatori cominciavano ad allarmarsi, vedendo nelle reti, e sempre più spesso, pesci con la plastica in bocca o nella pancia.

Da parte sua, il mare si spiegava molto bene, sbuffando, tossendo e qualche volta anche urlando con voce grossa.

Sempre più frequenti erano le burrasche, i maremoti e le onde anomale che facevano affondare pescherecci e navi con conseguenze spesso disastrose per uomini e cose. Ma gli umani, dopo qualche giorno di stordimento in cui sbigottiti registravano gli eventi, dandone notizia ai quattro angoli del globo, continuavano a usare il mare come fosse una grande discarica.

Nel frattempo, nelle profondità marine, tritoni e sirene si riunirono a congresso per arginare l’allarmante situazione: il mare e tutte le sue creature stavano correndo il più grave pericolo dall’inizio della loro esistenza. Bisognava assolutamente correre ai ripari.

Il tritone più anziano propose all’assemblea di scegliere due creature, le più convincenti fra loro, per inviarle fra gli umani perché cambiassero abitudini, cominciando seriamente a prendere provvedimenti, per salvare il bene più prezioso: l’acqua e, soprattutto, quella del mare da dove la vita aveva avuto origine e dove poteva spegnersi per sempre.

<<Maristella, Ondina, Ondina, Maristella, Maristella, Ondina…>>: questi due nomi risuonavano, sempre gli stessi, laggiù negli abissi. Appartenevano a due giovanissime sirene che, oltre ad essere molto belle, avevano una dolcezza e un tratto così gentile e affascinante insieme, che riusciva sempre a conquistare l’interlocutore.

Per questo vennero elette all’unanimità, per compiere la missione più difficile: parlare con i capi di Stato e i politici più influenti del Pianeta, perché finalmente emanassero severissime leggi a tutela del continente più vasto della Terra: il mare!

C’era, però, un problema da affrontare subito: le sirenette non potevano farsi vedere dagli umani per più di qualche minuto, né potevano stare fuori dall’acqua per più di un’ora. Che fare, allora?

Maristella, la sirena maggiore d’età, si rivolse a Ondina:<< Se non possiamo parlare di persona con gli umani che contano, dobbiamo attivare la nostra facoltà di entrare nei loro sogni, per trasmettere il messaggio.>>

<<D’accordo, Maristella>> rispose l’altra<< ma lo sai quanto è faticoso scivolare tra i mille pensieri, desideri, ricordi che affollano la mente umana! Comunque, se è l’unico modo per portare a termine la nostra missione, non ci tireremo indietro, di certo. ANDIAMO!>>

L’impresa, in realtà, riuscì difficilissima, perché i sogni dei potenti erano zeppi di ostacoli. Ovunque le due guardassero, trovavano sacchi di orgoglio, cassette che puzzavano di smania di potere, di fame d’oro e ricchezza, e bidoni di egoismo impedivano proprio di fermarsi per proiettare il messaggio nel sogno.

Le sirenette, con tutta la loro forza e capacità, con tutto il loro impegno e la loro cocciutaggine, provarono e riprovarono la faticosa avventura per giorni, settimane, mesi… Non c’era proprio nulla da fare: le menti degli umani che contavano sulla Terra erano troppo ingombre di rifiuti maleodoranti e i loro sogni, per la puzza, toglievano il respiro alle due amiche, non facendo loro trovare lo spazio e il modo per lanciarvi dentro la loro idea. Erano sfinite per la delusione e la stanchezza, ma non volevano ancora rinunciare all’impresa.

Pensa che ti pensa, improvvisamente a Ondina si illuminarono i bellissimi occhi verdi:<<Maristella, Maristella, perché non proviamo a entrare nei sogni dei bambini? La loro mente, forse non è stata ancora inquinata dalle male abitudini degli adulti e dai loro cattivi esempi. Forse facciamo ancora in tempo a salvarli e a salvare il mare.>>

Maristella abbracciò l’amica con entusiasmo e:<< Brava, brava, brava! Stanotte ci metteremo all’opera con i più piccoli e sono convinta che con loro ce la faremo. Dai!>>

Attesero che il sole completasse il suo giro oltre l’orizzonte e, appena il velo della sera fu steso sul mondo, cominciarono senza difficoltà a entrare nei sogni dei bimbi.

Trovarono fate, maghi, folletti che giocavano con i pagliacci, ballerine, bambole e soldatini… Tutto era circondato da fiori profumatissimi e da palloncini colorati: un incanto camminarvi dentro, saltare la corda, dondolarsi sull’altalena!

Dopo essersi divertite un po’, entrando dentro pensieri deliziosi e paesaggi di fiaba, le due sirenette cominciarono a cantare la dolorosa canzone:<< Il mare, la nostra casa, sta lentamente morendo soffocato dalla plastica e dalle peggiori sostanze nocive. Voi, bambini, siete l’ultima possibilità di salvezza, non solo per il mare, ma per tutta la Terra, per le piante, gli animali, gli uomini. I grandi non ci fanno entrare dentro i loro pensieri inquinati e bui, ma se loro vogliono uccidere la zona che occupa più del novanta per cento di tutto il Pianeta, non ci sarà più speranza per nessuno. Voi, bambini, siete l’ultima speranza. Volete aiutarci?>>

La risposta unanime ed entusiasta dei piccoli fu un unico, meraviglioso <<Sì!>> talmente convinto, universale, potente, che si materializzò in milioni di manine bianche, gialle, rosse, nere…

Piccole dita di mille colori sostenevano una gigantesca, fitta, magica rete che, calata negli abissi, attirò a sé, con la forza magnetica del desiderio, tutta la plastica, tutti gli ingombri, tutte le sostanze velenose che rendevano opache e sporche le acque, e in una sola notte tutta la grande massa liquida del mare tornò limpida, azzurra e cristallina.

Gli strumenti che controllavano l’inquinamento, tornarono finalmente a registrare la perfetta pulizia delle acque, mentre alla televisione, alla radio e a tutti gli altri mezzi di comunicazione, una voce suadente annunciava in tutte le lingue del globo:<< Uomini, donne, grandi tutti della Terra, è importante: parlate con i vostri bambini e ascoltate il loro cuore che ha ridato respiro e vita al cuore malato del mare… E da loro, dalla loro trasparente innocenza, imparate!>>

Mariagrazia Carraroli