Green 79

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Il mondo è mutato.

In un batter di ciglia le cose sono diventate così incredibili, da sembrare sogni a occhi aperti.

Abbiamo scoperto, anzi, riscoperto, l’importanza di curare, crescere e cullare il nostro pianeta che per anni era andata disperso, troppo presi dal profitto, dal Dio denaro e dal correre perenne e alla fine abbiamo ridato vita a città, paesi, nazioni in un modo più naturale, creativo.

Posso osservare dal ponte che unisce il mio quartiere alla stazione, i palazzi jungle urban, creati per essere importanti non solo per le persone, ma per il mondo.

Posso osservare i loro terrazzi, colmi di piante, i loro tetti pensili e in alcuni, anche delle rigogliose cascate di acqua fresca.

Però non ci siamo fermati qui. Siamo andati oltre.

Abbiamo capito che avevamo bisogno di un aiuto super partner e alla fine, l’uomo, ha creato a sua immagine e somiglianza, quelli come me.

Umani ma non umani.

Vivi ma non vivi.

Sapienti, pensanti, ma con una coscienza diversa e un impegno diverso.

Far sì che l’ambiente venga rispettato.

Io sono uno di loro.

Io sono un umanoide in aiuto del mondo.

Mi chiamo Green 79 e siamo nell’anno 2030.

La Terra è ormai piena da tipi come me.

Molti umani hanno finalmente capito, dopo molti sbagli fatti in passato, quando ormai sembravano essere arrivati a un punto del non ritorno, di come rendere vivibile il pianeta.

Da qualche tempo hanno iniziato a costruire case sospese nell’aria in quanto i terremoti sono aumentati sempre di più e l’ingegneria si è evoluta in questa maniera, non piantando cemento nella natura, ma sospendendo le case dalla terra.

Tutto ciò per usare le fonti rinnovabili dell’energia verde. Tutte le case sono infatti piene di piante e alberi al fine di garantire l’energia e l’aria sempre pulita e mai inquinata come accadeva nel passato.

Sono alto 130 cm, ho i capelli bianchi, gli occhi azzurri e una bocca composta da diodi led a luce bianca a basso risparmio energetico.

Le mie braccia e gambe hanno la particolarità che si possono allungare o accorciare, così dove non arrivo posso crescere fino a tre metri, viceversa dove c’è uno spazio stretto posso diventare piccolo e fino come un disco e passare sotto le varie fessure.

Mi sposto grazie a delle piccole rotelline disposte in linea come hanno i pattini a rotelle posti sotto i miei piedi, il che mi rende molto veloce negli spostamenti.

Ho la testa che ruota di 360 gradi, quindi anche stando fermo riesco a tenere tutto sotto controllo.

Di notte invece fungo anche da rilevatore di presenza e quando trovo qualcosa di non identificato dal centro degli occhi accendo una torcia che sembra un faro.

Non vi ho detto che sono un umanoide casalingo e faccio da giardiniere presso la famiglia Prometeo, una famiglia composta da tre persone: una coppia di marito e moglie, entrambi tecnici elettronici e informatici, infatti sono loro che mi hanno progettato e poi ideato.

La loro casa è molto bella, tutta domotizzata, quindi loro non fanno più nulla perché faccio tutto io.

Durante il giorno funziono grazie all’energia solare tramite un pannello solare che ho sulla testa e mi dà autonomia per quasi diciotto ore prima di scaricarmi del tutto e diventare inattivo.

Quando sta per accadere ciò mi vado a posizionare in automatico sopra la base di ricarica costituita da un contatto a induzione di energia e mi basta stare lì una notte per rigenerarmi.

A parte dell’energia solare, mi nutro molto di edera.

Quando ho fame vado vicino a questa pianta e mi lascio avvolgere intorno al collo, per poi mangiare le sue prelibate foglie.

L’uomo negli ultimi anni ha studiato nuove tecnologie e nuovi mezzi di comunicazione per facilitarsi la vita e per migliorare la propria condizione, ma adesso la tecnologia, li ha portati a costruire sempre più umanoidi, quindi siamo sottomessi al loro volere.

Ogni giorno, inizio la mia giornata nella sistemazione della casa e del giardino, la mia più grande soddisfazione.

Amo vedere come i miei padroni, nei loro giorni liberi o solo negli spazi che si ritagliano dal lavoro, possano godere di ciò, circondati da verde e colori e non da grigi e tristi palazzi. Il piccolo di casa, mi segue come un fedele compagno, sorridendomi e volendomi aiutare in tutto e i miei sentimenti, anche se creati da chip, ne sono contenti.

Successivamente però, mi piace interagire con il resto di questo nuovo e innovativo mondo.

Lascio la mia casa, superando il solito ponte, dove l’acqua, adesso cristallina mi accompagna verso la piazza del paese.

I miei chip, capaci di provare emozioni, possono capire come le cose siano migliorate.

Per anni, gli umani erano stati sommersi da smog, inquinamento e sporcizia.

Avevano consumato, anzi, abusato delle risorse della terra per decenni e portandole alla fine al suo esaurimento.

Per fortuna si erano ravveduti e ora, quel fiume che amo tanto e che però, per anni era privo di vita, inquinato, poteva tornare al suo splendore.

Camminando, osservo le persone, intente all’acquisto nei banchi frutta del mercato coperto, creato anni fa, rivalutando una delle zone più degradate della città e scelgo con cura ciò che mi possa servire per il nutrimento della famiglia.

Osservo i miei simili, intenti anche loro in varie spese e mi chiedo anche per noi che futuro possa attenderci.

Siamo androidi di seconda generazione e osserviamo con sguardo curioso i nostri predecessori, ma scrutiamo anche con curiosità, i nostri nuovi modelli.

Sempre più simili agli umani.

Sempre più indipendenti da loro.

Sempre più vogliosi di essere indipendenti.

Con le mie buste della spesa, stracolme, ma cui peso non sento minimamente, torno verso casa, sistemando nella mia camera, una nuova e piccola pianta di edera, che curerò da solo, sperando che col tempo diventi alta e rigogliosa.

Osservo fuori dalla finestra e una domanda però si fa largo nella mia mente creata sì dagli umani, ma proiettata verso quel bisogno di altro, che loro mi hanno donato.

Ci fermeremo qui?

Creeranno altro che potrebbe loro portare danni?

Osservo i fumi, di lontane, ma sempre attive fabbriche e in un angolo della mia mente artificiale, tremo.

Dovete sapere che una volta la Terra era governata dagli esseri umani spietati che non sempre riuscivano a rispettarla e ad amarla.

A volte utilizzavano il dominio che avevano su di lei in modo sbagliato e trattavano gli animali e la natura che ne facevano parte come se fossero una cosa di loro proprietà e non come un bene prezioso per tutto il pianeta e l’ecosistema da rispettare e tutelare.

Ora invece tutto era cambiato.

Non erano più gli esseri umani a controllare il pianeta perché qualcosa era sfuggito al loro controllo.

Però la cosa più grave per gli esseri umani in quel momento non era tanto il fatto che erano sotto il dominio dei computer, dei cellulari e di tutto quello che era tecnologico; il vero problema era che l’uomo aveva usato la scienza nel modo più sbagliato possibile.

Verso il 2015 ancora si pensava che studiare nuovi mezzi per guarire da alcune malattie o cercare di utilizzare tecnologie in grado di aiutare gli uomini, avrebbe migliorato la loro esistenza, ma così non era stato.

Si era iniziato per esempio a pensare che se un uomo si fosse ammalato di qualcosa sarebbe bastato moltiplicare una parte del proprio corpo, anche un piccolo insieme di cellule per guarire oppure per sostituire quelle malate.

Peggio ancora avvenne quasi vent’anni prima quando nel lontano 1996 misero in pratica la prima clonazione nella storia: la pecora Dolly.

Oggi, a distanza di diversi anni, come ci si poteva aspettare, la situazione è sfuggita di mano a tutti questi umani che tanto si impegnavano per costruire il loro benessere.

Infatti, agli inizi del 2020, l’umanità venne decimata da un virus misterioso e i morti si contarono a milioni in tutto il mondo.

La natura, fino ad allora rovinata e deturpata dalla razza umana, inoltre si era iniziata a prendere una rivincita ai danni loro che fino ad allora l’aveva sfruttata fino all’esaurimento totale in ogni dove: partendo dal disboscamento delle foreste, all’uso improprio del sottosuolo, dall’effetto serra e lo scioglimento dei ghiacciai, all’inquinamento e alle situazioni meteo avverse in ogni angolo del globo.

Tutti i leader mondiali si erano riuniti per fare fronte a queste emergenze e prima di giungere al punto del non ritorno, nonostante gli inutili sforzi degli anni prima, finalmente si erano decisi di una volta per tutte di investire nella salvaguardia del nostro amato pianeta.

Giorno dopo giorno, il pianeta iniziò lentamente a riprendersi e tornare a respirare.

Il verde iniziava a dominare di nuovo ovunque e la Terra come era agli albori prima di tutto questo sfruttamento di massa.

Essendo gli umani molto concentrati in questo, purtroppo non riuscivano a portare avanti i lavori di casa, così per sopperire in questa loro mancanza, alcuni scienziati, iniziarono a progettare e costruire degli umanoidi, tra cui anche me, Green 79.

Così, con il tempo sempre più umanoidi iniziarono a popolare il pianeta e arrivò un giorno in cui noi umanoidi eravamo diventati più numerosi degli umani, ma qualcosa stava per cambiare…

In un lampo di luce, il mondo passò dal vuoto totale all’avanguardia. I miei padroni mi hanno raccontato con enfasi e un po’ di rammarico, come gli uomini riuscirono sì, a capire i loro sbagli, ma poi nel dare tutto in mano ad altri per decidere della loro vita e del pianeta.

Vedere il mondo rifiorire era stato bellissimo, meno il capire poi che quel lavoro, andava poi continuato con le loro mani e non con quelle umanoide create.

Avevo scorto, nei libri, come le città erano mutate. Più spazio alle piste ciclabili che collegavano città in maniera perfetta, più incentivi per auto green. Trasporti ecologici e coscienza del riciclare.

Certo avevo anche letto quel periodo in cui gli umanoidi avevano quasi preso il sopravvento, facendo dimenticare l’essenziale, quello che anche nei nostri chip, sempre più evoluto era stato inserito.

L’amore.

Anche io, creato dall’uomo, potevo sentirlo.

Amavo come i miei padroni mi trattavano ed ero contento di come, il mio piccolo padroncino, la sera mi abbracciava e si addormentava tra le mie braccia, al suono di una filastrocca.

Pensare che per un attimo avevano rischiato tutto, di perdere tutto, mi angosciava.

Ero però conscio e felice di come l’energia avesse preso la giusta via ed ero certo che in un prossimo futuro, i problemi climatici ancora rimasti e le zone del mondo, ancora in carestia di cibo, sarebbero spariti.

L’ uomo aveva imparato dai suoi errori.

Era maturato.

In un certo senso era stato concimato, come la terra stessa e aveva visto un’ara nuova.

Certo la strada era molto lunga e forse anche intralciata da molti possibili errori, ma se io, che in fin dei conti ero una loro creatura, potevo sperare, perché non potevano farlo loro?

L’unica cosa che però, potevo invidiare loro, era quella cosa che chiamavano sogni.

I sogni non riuscivo ancora a capire cosa fossero.

Mi dicevano che erano simili a un futuro immaginato, ma se era immaginato, come poteva renderli felici o tristi in una notte?

Cosa rendeva i sogni così importanti e unici?

Oramai sembra che gli umanoidi abbiano preso il sopravvento, le persone non si guardano più negli occhi, non si danno un bacio o un abbraccio, anche mamma e figli non sono affettuosi. In strada vedi solo gente che va al lavoro e nessun bambino che gioca, perché tanto ha tutto in casa, internet, videogiochi, ha l’umanoide che gli fa da amico. Anche il mare, le montagne, i fiumi sembrano essere stati modificati, controllati da tanti marchingegni strani, per evitare che avvengano disastri, in quanto in passato l’uomo aveva fatto tanti errori. Ora è come se la Terra fosse sotto una campana di vetro. Tutto è controllato da questi umanoidi a energia pulita e l’uomo non si sta accorgendo che pian piano il suo volere non conta più nulla.

È l’anno 2021…

Per fortuna ci guardiamo attorno e ci accorgiamo che quanto abbiamo scritto è frutto di un concorso letterario e solo allora capiamo che il mondo descritto è un altro!

Tutto questo lo abbiamo immaginato con la nostra fantasia, ma speriamo presto possa accadere in un futuro non molto lontano.

Siamo sulla giusta via, ma di strada da percorrere ce n’è ancora tanta da fare…

Dato ora si può comunicare a distanza tra pianeti, dato Terra e Marte ora sono quasi uniti, sapendo che ci hanno detto su Marte, esserci alcune forme di vita, allora mandiamo un messaggio a voi del pianeta Marte per raccontarvi la nostra storia con la speranza che qualcuno di voi ci possa leggere e darci un consiglio su come affrontare questa situazione o, meglio ancora, per venire addirittura in nostro soccorso.

Attendiamo notizie…

P.S.

Nell’attesa di una vostra risposta, intanto ci affidiamo ottimisti per il momento alla jungle urban messa in atto dalla Prometeo Energia S.P.A. di Prato per dare il via a una prima strada da intraprendere, sperando sia la giusta soluzione e che possa portare in breve tempo a “colonizzare” tutta l’Italia di questa energia pulita e rinnovabile e in seguito, perché no, anche tutto il globo.

Sara Marino e Andrea Ansevini

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