Botti

Acqua, water, wasser, aqua…

Per me non è facile parlare di acqua o di acque, non ho mai avuto un buon rapporto con esse,specialmente con quella di mare, anche se ricca di sali e pesci.

In passato sono stata alle terme, per cura varie volte.

Riconosco però la loro importanza: il nostro Corpo è formato per 60% di acqua.!

Sono consapevole che prima di nascere, viviamo in acqua, poi veniamo battezzati con l’acqua.

Consumiamo acqua ogni giorno, per bere, per lavarci, o lavare, irrigare, per sport ed altro.

Io vivo lungo il fiume Bisenzio, o meglio nel lungo Bisenzio, che attualmente, anche per le scarse piogge, ha poca acqua, ma ricordo che un tempo, quando ero giovane ( sono del ‘38) il fiume era ricco di acqua e di fauna. Mio fratello vi andava a pescare e noi in famiglia a fare merenda lungo le sue sponde la domenica pomeriggio.

Ora mentre mi affaccio dal terrazzo, vedo scorrere l’ acqua che di sera, sotto la luce dei lampioni sembra argentata, mentre di giorno osservo le garzette e le anatre che insieme alle nutrie stazionano sulla riva, sono diventate le più assidue frequentatrici del fiume.

E’ bello vederle navigare sull’ acqua incolonnate una dietro l’altra, come tanti soldati.

Vecchi e bambini, vanno a dar loro da mangiare, pane secco ed altro, anche ai numerosi piccioni che si uniscono a loro.

Molte persone percorrono il fiume lungo la pista ciclabile per andare al vicino mercato il lunedì.

Un fiume che scorre nel suo letto, fa un lungo percorso, prima di arrivare al mare.

Ha una vita e una storia anche lui, fatta di piene, di secche, di esondazioni,di fango, di canne, sassi e detriti vari.

Mi piace camminare lungo le sue sponde, sia su quella di destra che porta verso il centro, che su quella di sinistra che va verso la Vallata.

In tempi passati le sue acque servivano alle tintorie e alle fabbriche tessili del territorio, che ora non ci sono quasi più.

Anche il nostro fiume ha una sua storia, nasce da due sorgenti in Vallata, la percorre tutta, prima di arrivare a Prato, va poi, nell’Arno e quindi al mare.

Come ho detto, non ho troppa dimestichezza con l’acqua, perché non so nuotare, anche se ogni anno vado al mare.

Sono stata per affogare anni fa, perché durante una crociera nel Mediterraneo, sconsideratamente mi sono gettata dal trampolino della piscina della nave, per scommessa, volevo far credere, alle mie amiche di viaggio che sapevo nuotare, non sono affogata, perché qualcuno mi ha salvato e per lo scampato pericolo , mi ha anche regalato una scatola di cioccolatini.

Grazie, a questo sconosciuto e così generoso salvagente!

Un’altra volta, mi sono svegliata all’improvviso di notte, e mi sono accorta che scorreva acqua lungo tutto il corridoio, proveniva dall’impianto del riscaldamento.

Ho faticato molto per asciugarla con carta e panni stracci.

L’acqua serve, prima di tutto, per bere, dobbiamo berne parecchia ogni giorno, disintossica e purifica.

Pensa al popolo africano che ne è quasi privo, fatta ad eccezione per quella che c’è nelle oasi, capisco come sia difficile vivere in quei luoghi.

La siccità fa molto danno, soprattutto all’agricoltura e di riflesso anche all’uomo.

Mi ero proposta di imparare a nuotare, ma ormai vista l’età, ho rinunciato, ma sono contenta di vivere vicino al fiume, che è come una porta scorrevole, che si apre su orizzonti e percorsi diversi (colline, case e pianure) ed incontra lungo il suo scorrere più o meno difficoltà, come lo è anche per la nostra vita.

Mio padre era nato in una città di mare (Bari) trasferitosi, poi con la famiglia, per motivi di lavoro a Firenze, mi diceva sempre, che gli mancava il mare, dove da ragazzo, dopo la scuola, vi andava a nuotare molto spesso.

L’acqua attira molte persone: coloro che ci lavorano (pescatori) o quelli che fanno sport (nuotatori, sub, velisti).

E’ bello anche veder scorrere l’acqua che scende dalle montagne quando le nevi si sciolgono.

Acque fredde quelle del Nord, acque calde quelle tropicali,impetuose e pericolose quelle del canyon americane.

Mi sembra di ricordare che in Siberia c’è un lago, il BAIKAL, lungo ben 635km, con vari emissari molto profondo e pescoso, con acque molto fredde, zero gradi anche in estate, li e solo li si trova il pesce OMUL (simile al salmone).

Intorno ci sono le estese verdeggianti pianure perché da esso irrigate.

Luoghi irraggiungibili ma per fortuna ci sono i programmi televisivi che provvedono a mostrarli.

Mi piacerebbe poter navigare, sul romantico Missisipi, per non parlare del mitico Nilo, per fortuna sono stata alle sorgenti delfiume Giordano , nel mio viaggio in Terra Santa.

Anche i nostri fiumi italiani (Piave,Po, Adige,Tagliamento,Arno, Tevere ed altri) sono ricchi di acque e importanti per l’energia, l’agricoltura, il turismo.

La fortuna del nostro Paese è quella di avere ricchezza di mari, fiumi e laghi nonché i sorgenti di acque termali, utili per la salute, e anche di acque minerali, da quelle fredde del Trentino alle più calde di Ischia.

Per non parlare dell’acqua di mare, che serve non solo per i bagnanti d’estate, per tuffi e nuotate, ma in molte zone marine, serve per l’estrazione del sale.

In Italia ci sono diverse saline, soprattutto in Sicilia e in Sardegna, dalle quali nei periodi da luglio a settembre si estrae l’oro bianco, cioè il prezioso sale che è non solo utile, ma necessario all’uomo per i suoi molteplici usi.

Che dire delle città costruite sull’acqua: Venezia, Amsterdam, miracolo dell’ingegno umano. !!!

Inoltre, è giusto e doveroso ricordare a chi vi è preposto, di prendersi cura delle acque, dragando quelle dei fiumi, pulendone gli argini, controllando gli acquedotti urbani provvedendo spesso alla loro manutenzione.

Occorre anche pulire i mari, liberandoli dalla plastica e dai detriti vari, che inquinano questo perché l’acqua è un bene primario e prezioso, molto importante da usare ma non sprecare, da farne buon uso per il bene comune.

Anche gli antichi romani, durante le loro campagne militare, nei paesi che andavano a conquistare, costruivano oltre i ponti anche acquedotti, come per citarne uno: quello imponente di Segovia in Spagna e molti altri ancora, e quando tornavano a Roma (città ricca di acque, acquedotti e fontane) andavano a ritemprarsi alle terme di Caracalla.

Un grazie anche al buon Dio, che per salvare il popolo eletto dall’ira del faraone che lo inseguiva, aprì una strada in mezzo al Mar Rosso per farlo passare incolume all’altra sponda.

E un grazie anche per vivere in un Paese così bello, ricco di bellezze naturali ed artistiche e di acque di ogni tipo.

Perciò dissetiamoci, bagnamoci, tuffiamoci nelle acque e diciamo viva l’acqua, anche quella piovana e la giornata a lei dedicata come se fosse una vera regina, e lo è davvero l’acqua, evviva l’acqua che è vita e potenza.

Angela, Emma, Elisa Botti

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